Iscriviti OnLine
 

Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.512



Data: 24/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Per ricostruire la casa distrutta 150.000 euro a fondo perduto. Via libera al decreto, stanziati 8 miliardi fino al 2013

ROMA Un impegno complessivo di 8 miliardi da qui al 2013, di cui 1,5 destinati a coprire la fase di emergenza, il resto alla ricostruzione definitiva. Le risorse finanziarie vengono trovate in gran parte da fondi già esistenti, e per il resto provengono da una manovra sui farmaci e dal settore dei giochi e delle lotterie. La novità del decreto legge approvato ieri all'Aquila, secondo il governo, sta soprattutto nel fatto di aver impostato fin d'ora, con un'unico provvedimento, anche la fase successiva.
Così, anche in mancanza di una quantificazione completa dei danni, è stato già definito il meccanismo che dovrebbe permettere a chi ha avuto la propria abitazione distrutta o danneggiata di recuperarla, e parallelamente di far ripartire le attività economiche danneggiate.
Il sostegno da parte dello Stato sarà diretto, nel senso che sarà messa a disposizione una somma in banca, alla quale si potrà attingere per pagare i lavori (con modalità verificabili quali i bonifici). L'importo è di 150.000 euro se la casa è stata completamente distrutta, di 80.000 in caso di danneggiamento; questo tipo di contributo a fondo perduto però riguarderà solo l'abitazione principale, mentre per le altre si potrà sfruttare un credito d'imposta.
Se sulle case in questione grava un mutuo, i proprietari potranno scegliere se mantenerlo, oppure "cederlo" alla società pubblica Fintecna insieme a quanto resta dell'abitazione: nel lungo periodo questa operazione potrebbe rivelarsi persino vantaggiosa per lo Stato.
Per le attività imprenditoriali è previsto un credito d'imposta nella misura dell'80 per cento fino ad un massimo di 80.000 euro. Inoltre sono state attivate le procedure con l'Unione europea per creare nelle zone compite dal sisma una zona franca, quindi un regime di parziale o totale esenzione dalle imposte.
E dall'Europa dovrebbe arrivare il grosso (500 milioni su 700 complessivi) dei finanziamenti necessari a realizzare, nell'arco di cinque-sei mesi, il nucleo di case non provvisorie destinate prima a ospitare gli sfollati quindi ad un altro tipo di utilizzo, ad esempio di campus universitario.
Ma un capitolo importante è anche quello della prevenzione, salutato con molta soddisfazione da Guido Bertolaso. La Protezione civile disporrà controlli nelle zone sismiche: se saranno necessari interventi gli interessati avranno sei mesi di tempo per realizzarsi, pensa l'inagibilità dell'immobile. Un aiuto potrà venire dal bonus Irpef del 55 per cento attualmente previsto per i lavori finalizzati al risparmio energetico, che sarà esteso alle ristrutturazioni anti-sismiche.
Il decreto completa poi il quadro delle misure di sospensione degli obblighi per chi è stato coinvolto nel terremoto: non si pagheranno tasse o tributi, rate di mutuo e nemmeno di affitto (se la casa in questione è inagibile).
Novità anche per chi non si trova nelle zone terremotate ma ha dato o intende dare una mano: le donazioni saranno deducibili dalle imposte, mentre a seguito delle polemiche il ministro Tremonti ha rinunciato all'idea di usare il meccanismo del cinque per mille.







www.filtabruzzo.it ~ cgil@filtabruzzo.it