L'AQUILA. Nessun problema di sicurezza per il G8 all'Aquila. Berlusconi è definitivo. Quella di giovedì non è stata una boutade: il summit di luglio si svolgerà proprio qui, nella Scuola della guardia di finanza di Coppito trasformata nella «cittadella del G8». Per il premier la roccaforte dell'Aquila è talmente sicura da fargli dire che «i leader alloggeranno lì, nella cittadella stessa: ci sono 25 suite, dedicate ai generali. E abbiamo spazio a iosa per i giornalisti che risiederanno a Roma». Berlusconi offre quest'altra chicca a tarda sera, dopo una giornata di polemiche sul trasferimento del summit, con il centrodestra che loda l'intuizione del premier e il centrosinistra che invece la censura per impraticabilità. Ma i Grandi del mondo hanno già detto sì.
Nella tarda mattinata di ieri, mentre il presidente del consiglio faceva ingoiare il rospo dell'addio alla Maddalena al governatore della Sardegna, lo staff del premier lasciava trapelare l'ipotesi che per i capi di stato fosse più semplice trovare una sistemazione all'Aquila, piuttosto che prevedere una girandola continua di trasferimenti in elicottero da Roma al capoluogo abruzzese. Ma le controindicazioni sembravano comunque tante, partendo soprattutto dal pignolo protocollo di sicurezza del presidente americano: il pendolarismo in elicottero di Obama e il suo soggiorno in ambasciata a Roma venivano dati per certi da tutti. Invece in serata, cenando con gli industriali in Sardegna, Berlusconi ha dichiarato che i capi di stato saranno sistemati nelle suite dei generali. Lo ha detto alla presenza di Emma Marcegaglia, la presidente di Confindustria, che sulla Maddalena aveva scommesso personalmente, accaparrandosi la gestione dell'arsenale della Marina militare che sarebbe divenuto in luglio un grande albergo per ospitare lo stesso Obama.
«Sai, Emma - le ha sussurrato il cavaliere - alla Maddalena c'erano preoccupazioni per il sistema di sicurezza che non sono state superate. Mi dispiace». Ma il premier ha insistito sul significato simbolico della decisione: «Voglio portare la capitale del mondo con i capi di stato nella capitale del dolore».
E su questo punto si sono inferociti molti esponenti del centrosinistra. Di Pietro ha parlato di show, Fioroni ha insinuato che Berlusconi tratta anche le cose serie come gag, e D'Alema ha rincarato la dose: «Non so se il G8 all'Aquila sarà più un problema o un aiuto per l'Abruzzo». Da destra si sono serrate le fila. Tutti a incensare la grande idea del capo, tutti a bacchettare la politica del "tanto peggio tanto meglio" del Pd e dei suoi alleati.
Ma i problemi logistici per la Scuola della guardia di finanza ci sono, nonostante le dichiarazioni ottimistiche del premier. Lo sa bene anche il capo della Protezione civile Guido Bertolaso, che pure è l'ideatore del trasferimento del summit in Abruzzo: «È ovvio che abbiamo poco tempo - ha detto Bertolaso al Tg1 - ma ci sono comunque i tempi per organizzare un vertice di li-