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Data: 25/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Comuni, fondi non a tutti. Chiodi: i danni maggiori nel cratere del sisma, la protezione civile valuterà caso per caso

Nuovi sopralluoghi per decidere su crolli e soldi. Costantini: Chiodi ridimensionato Berlusconi non gli ha dato gli stessi poterì che conferì al presidente Iorio

L'AQUILA. Fino a lunedì 27 aprile i sindaci avranno tempo per segnalare alla protezione civile i danni subiti poi servirà una settimana per le nuove verifiche. Dopo i controlli si vedrà quanti altri comuni avranno diritto ai fondi. La lista per ora è ferma a 49 paesi ma i sindaci di decine di altri comuni, quelli della fascia b, distanti dal cratere del sisma ma che hanno avuto crolli e lesioni, premono per i soldi. La tempistica dei controlli è confermata dalla protezione civile che assicura che non ci saranno ritardi. Sulla corsa ai fondi il presidente Chiodi avverte: «ingiusto toglierli a chi ne ha veramente bisogno».
Tra due settimane sarà avviata la macchina della ricostruzione a cui per ora il Governo con un decreto del Consiglio dei ministri ha destinato complessivamente 8 miliardi, 1.5 per l'emergenza che continua, e 6.5 per la ricostruzione. Il problema dei sindaci che si sentono dimenticati è stato affrontato anche dal presidente della giunta regionale Gianni Chiodi. «Le segnalazioni sono tante e ci sono cose da migliorare o da rivedere, saranno tutte prese in considerazione. La protezione civile sta facendo un grande lavoro alla quale mi adeguerò». Chiodi però avverte che la priorità andrà alle aree dell'epicentro del sisma. «Per chi ha subito danni materiali», sottolinea il presidente della giunta, «anche fuori dal cratere ci saranno nuove verifiche ma non è giusto invocare le stesse provvedienze perchè andrebbero sottratte risorse a chi ne ha più bisogno».
All'Aquila e in tanti altri Comuni è ancora piena emergenza a ricordarlo è lo stesso Chiodi.
«I disagi sono davvero tanti e ce ne saranno ancora altri. La qualità di vita nelle tendopoli è scarsa. Bisogna cercare di essere il più vicino alle popolazioni per sopperire alle situazioni piu disagevoli. Confido anche nella grande forza di volontà delle nostra gente. Siamo alla ricerca di altre soluzioni, ad esempio, come la ricerca di case private sfitte, della disponibilità di altri hotel, e la realizzazione delle casette di legno ma da parte dei sindaci devono arrivare indicazioni sulle aree da utilizzare». Sui fondi assegnati le procedure sono in dirittura d'arrivo. «Oggi dovrebbe essere pronto il decreto legge», confida Chiodi, «e come Commissario delegato per la ricostruzione mi occuperò delle procedure per raggiungere un triplice obiettivo: trasparenza, qualità e velocità. Sono contento che si parli di ricostruzione ma, voglio ricordare che siamo a 20 giorni dal sisma, nelle altre vicende si è parlato di soldi e ricostruzione dopo mesi. Fatto il decreto del Consiglio dei ministri bisogna attendere la firma del presidente della Repubblica poi ci saranno le ordinanze per l'erogazione dei fondi».
Sulla ricostruzione è già dibattito con diverse vedute su come coinvolgere le imprese abruzzesi. Confindustria con il suo presidente Calogero Marrollo ha chiesto che sia data priorità alle ditte regionali, ieri però durante un incontro all'Aquila dell'Associazione dei costruttori (Ance), il presidente Gennaro Strever ha corretto le indicazioni di Marrollo, ricordando che «non è pensabile che resti tutto agli abruzzesi».
«Viviamo in un paese regolamentato da leggi che impogono trasparenza e regolarità», ha osservato Strever, «ci adopereremo poter dare una mano alle imprese abruzzesi e ne siamo fieri, ma bisogna avere bene in mente che bisogna essere competitivi economicamente e qualitativamente. Attrezzarsi per vincere appalti con il sistema dell'offerta economicamente più vantaggiosa per la pubblica amministrazione. Bisogna partire da legalità e dell'efficienza. Imprese si attrezzino mediante associazioni, consorzi, adeguati all'evento. Sono felicissimo se lavori restano qui ma non è pensabile che resti tutto agli abruzzesi».

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