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Pescara, 28/04/2026
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Data: 25/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Grasso: appalti agli abruzzesi. «Sono legato a questa città perché mio figlio si è sposato nella basilica di Collemaggio»

Il procuratore all'Aquila: così i clan restano fuori dalla ricostruzione

L'AQUILA. «Coinvolgere l'Abruzzo negli appalti della ricostruzione perché gli abruzzesi hanno interesse a far rinascere davvero l'Aquila. Io punto sugli abruzzesi e sul loro orgoglio, perché questa regione non diventi un Far West». Piero Grasso arriva alle 11,45 in procura all'Aquila. E' scortato dalle guardie del corpo ed è assediato dalle telecamere. Incontra il procuratore, Alfredo Rossini, lo abbraccia e lo bacia, prima di chiudersi con lui dentro una stanza.
Alle 12,20, il procuratore antimafia esce dalla stanza di Rossini e del sostituto Fabio Picuti e davanti a decine di giornalisti dice la frase chiave che tutti noi abruzzesi ci aspettiamo: «Gli appalti della ricostruzione debbono andare a imprese del posto».
E' l'anticorpo capace di mettere ko perfino la mafia. E' lo scudo per evitare le infiltrazioni della piovra nella ricostruzione dell'Aquila e di decine di paesi feriti a morte, come Onna e Villa Sant'Angelo.
MAI PIU' COME
L'IRPINIA.
Il magistrato parla con passione. Svela anche il suo legame, forte e affettivo, con la città devastata dal sisma. Racconta del matrimonio del figlio nella basilica di Collemaggio e rassicura l'Abruzzo perché qui la mafia non ha messo radici.
«Credo che la soluzioni sia quella di coinvolgere gli abruzzesi perché hanno un interesse maggiore per la loro terra, per ricostruirla a regola d'arte e quindi per evitare che succeda di nuovo quello che è accaduto in Irpinia».
Piero Grasso spiega come la Procura nazionale Antimafia affiancherà la Procura dell'Aquila non solo per la verifica di infiltrazioni mafiose negli appalti della rinascita, ma anche per portare avanti le inchieste antimafia ancora in corso.
«Posso applicare dei magistrati del mio ufficio della Dna alle vecchie indagini antimafia già in corso per liberare i sostituti da questa incombenza, in maniera da potersi dedicare a quelle altre indagini di loro competenza sotto il profilo ordinario. Questo», continua, «é un primo aiuto dal punto di vista istituzionale».
Il pm antimafia spiega poi che «la sua seconda attività per l'Abruzzo é quella di raccogliere informazioni sulle imprese che concorrono alle gare d'appalto e, nel caso specifico, queste informazioni verranno passate alle autorità giudiziarie e alla Procura dell'Aquila».
IL GRAZIE DI ROSSINI. Grasso rivolge lo sguardo verso il collega Rossini e gli esprime la massima solidarietà «vi farò avere mezzi, risorse umane e materiali perché veramente ho visto in che condizioni lavorate, come prima cosa dobbiamo tirare fuori dalle macerie i fascicoli processuali».
Alfredo Rossini lo ringrazia pubblicamente di cuore e risponde: «Lo stiamo già facendo». Ma torniamo al rischio mafia. Grasso spiega ancora e rassicura gli abruzzesi che: «L'Abruzzo é una terra diversa da quelle dove imperversano 'ndrangheta, camorra e mafia. L'Abruzzo è ancora una terra vergine dove eventuali infiltrazioni saranno molto più visibili e il nostro compito in qualche modo sarà più facile. In materia di terremoto abbiamo delle tristi esperienze, come quella dell'Irpinia dove mi dicono che ci sono ancora dei processi da fare».
«Vorremmo evitare che tutto questo si ripeta. Vorremmo solo che i soldi dello Stato vadano alla ricostruzione e non nelle tasche di qualcuno. Questo lo dobbiamo agli abruzzesi che hanno perso tutto. Per noi é un dovere morale».
I SOLDI ILLECITI. A chi gli chiede un parere sui numerosi e recenti segnali di presenza della crimininalità organizzata nell'Abruzzo vergine, il procuratore risponde: «Un conto é l'investimento in imprese lecite con i soldi guadagnati illecitamente. Un'altra cosa é la presenza di imprese mafiose che inquinano il mercato lecito. E' su questo che noi dobbiamo vigilare».
«LA MIA COLLEMAGGIO». Prima della partenza, gli affetti: «Ho fatto un giro per il centro storico dell'Aquila che conosco bene, mio figlio si é sposato nella basilica di Collemaggio. L'ho rivista ed é veramente desolante. Per fortuna ho i filmini delle nozze e spero che domani alla basilica possa essere restituita quella bellezza che la contraddistingueva».
Procuratore tornerà all'Aquila? «Vivo a Roma, sono a un'ora di macchina. Certo che torno».

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