Controlli a tappeto misti a una campagna di educazione che ha fatto il giro delle scuole: sono gli ingredienti che hanno portato al successo del progetto "anti-portoghesi" promosso dalla Gtm sui bus pescaresi. Per arginare un'evasione che fa proseliti soprattutto tra i giovanissimi, provocando danni all'azienda per oltre un milione di euro l'anno. «Il progetto, in collaborazione con la Synergy business consulting, vede Gtm nel ruolo di pioniere in Abruzzo. L'obiettivo è il recupero entro un anno di oltre il 50% del danno economico iniziale, oltre un milione di euro», commenta il presidente della Gtm, Donato Renzetti. Per ora, la quota di evasione è valutata intorno al 12,2 per cento. Secondo un'indagine condotta lo scorso anno, il 19,86% dei passeggeri viaggiava sui bus urbani senza biglietto o con abbonamento falsificato. Un'abitudine a cui la Gtm ha dichiarato guerra all'insegna dello slogan "meno evasione, più servizio", riducendo al 7,74% il tasso di portoghesi sui bus. Su 16.719 passeggeri controllati su 998 corse dal 16 marzo al 5 aprile, in 1379 infatti sono stati scovati senza biglietto. «L'evasione residua riguarda per lo più categorie particolari borden-line, extracomunitari e senzatetto - spiega in nota la Gtm - e le periferie, prevalentemente nella fascia serale, anche se da questo punto di vista preziosa è stata la collaborazione della polizia municipale di Pescara». Con un protocollo d'intesa con i vigili urbani, la Gtm ha portato avanti controlli a tappeto sui bus, mentre con una campagna di formazione affidata a concorsi a premi e incontri formativi è entrata fin dentro le scuole per combattere il suo nemico numero uno, il portoghese-tipo 2008. Dall'indagine condotta lo scorso anno, il 70% dei trasgressori aveva meno di 25 anni, il 43% non ancora maggiorenne, era studente, viveva a Pescara e reagiva male se era scoperto. «Grazie alla campagna di formazione e informazione è stata ripristinata la disciplina tra gli studenti, abbattendo il tasso di evasione dal 15 al 2-3% sulle corse scolastiche, con un conseguente boom di abbonamenti», dicono dalla Gtm.
Del resto un'alta trasgressione tra i giovani, oltre a segnalare un problema sociale e di educazione, ha danneggiato nel 2008 le casse aziendali per un milione e 77.354 euro. Ma la caccia dei bottini persi non è finita. «La Gtm ha ottenuto l'autorizzazione dal ministero delle Finanze a emettere ordinanze ingiuntive per le sanzioni non pagate e le conseguenti iscrizioni a ruolo», dice ancora Renzetti.