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Pescara, 28/04/2026
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26/04/2009
Il Messaggero
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TERREMOTO IN ABRUZZO - Rientro nelle abitazioni agibili, Cialente firma oggi l'ordinanza. Chiodi: «Fondi ai privati, idea giusta contro le infiltrazioni criminali» |
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L'AQUILA - Sarà firmata oggi l'ordinanza del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, che consentirà il rientro degli aquilani fin da domani nelle case, il 55% delle quali dichiarate agibili dopo i sopralluoghi tecnici dei giorni scorsi. Sono circa cinquemila le case agibili. E cinquemila sono le case prefabbricate pronte a essere sistemate dalla Protezione civile in quindici aree per ospitare tredicimila dei 64.768 sfollati finora censiti. La stesura del documento è comunque un'operazione complessa, perchè dovrà stabilire, tra l'altro, le modalità per contattare gli sfollati e perchè, prima di tornare, i residenti dovranno comunque far controllare gli impianti del gas per riattivare gli allacci. Sarebbe quindi un ritorno graduale, non in massa. Questo per l'immediato. Quanto al futuro, il primo cittadino, Massimo Cialente, intende chiedere al presidente del Consiglio di riflettere su quanto previsto nel decreto Abruzzo in merito alla somma da destinare alla ricostruzione delle singole abitazioni nel centro storico. «Non vogliamo niente di più del dovuto -dice Cialente - attualmente in riunione con la Protezione civile- Procederemo con il massimo rigore, ma dobbiamo capire che con somme insufficienti rischiamo lo spopolamento dei centri storici, non solo in città, ma anche nei borghi». Intanto il governatore Gianni Chiodi smorza le polemiche sul suo attuale ruolo: «Sono commissario delegato per la ricostruzione di tipo pubblico infrastrutturale. Il capo della Protezione civile Guido Bertolaso è invece il commissario dell'emergenza, e se ne occuperà fino a quando non ci sarà una sistemazione definitiva delle persone che sono oggi in tenda e negli alberghi». Chiodi ha voluto replicare al capogruppo dell'Italia dei valori in Consiglio regionale, Carlo Costantini («Chiodi è stato nominato commissario esecutivo per la esecuzione dei lavori post-terremoto, ma la delega attribuitagli da Berlusconi è priva di gran parte dei poteri che Berlusconi attribuì solo pochi anni fa al presidente della Regione Molise, Iorio»): «Costantini è stato improvvido e intempestivo sulle dichiarazioni, non fondate sui contenuti del decreto legge». Poi il governatore ha parlato delle richieste di allargamento per la lista dei comuni che lamentano danni dal terremoto e sperano in contributi statali: «Se ci sono altri territori che hanno avuto gravi danni al loro tessuto socio-economico, Bertolaso ne prenderà atto. Però non è giusto forzare le situazioni, perchè le risorse sono importanti ma non illimitate, e significherebbe sottrarle a chi ne ha veramente bisogno. Ci sono verifiche in corso, aspettiamo il loro responso». Infine, sui fondi che potrebbero essere affidati direttamente ai privati: «Credo che dare i fondi ai privati sia una soluzione straordinariamente positiva, per tanti motivi, non fosse altro perchè così si evitano pericolose infiltrazioni. Non c'è interesse da parte della criminalità organizzata a gestire appalti da 150mila euro». Quanto ai dubbi sorti in molti sfollati a proposito delle quote di 80mila euro assegnate per la ristrutturazione dell'abitazione lesionata e di 150mila per la ricostruzione totale della casa danneggiata gravemente, che potrebbero non essere sufficienti, «in tutte le vicende che hanno riguardato i terremoti sono state forfettizzate delle somme -ha detto Chiodi-, è la prassi. Ma questo non è l'ultimo decreto legge e nemmeno l'ultima ordinanza: ad Udine ce ne sono state più di cento. L'importante era stanziare la somma necessaria, trovare le coperture ed individuare le tecniche di intervento. Siccome l'obiettivo è essere più veloci, si è scelta la soluzione transattiva. Ma, se emergeranno situazioni diverse, verranno valutate».
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