Cambiano le modalità: niente più ricorso a baracche e roulotte
L'AQUILA. A vederle così, immerse nel verde e allineate con stile scandinavo, le nuove case degli aquilani, seppur solo in versione informatica, sembrano autentici gioiellini. Come sono lontane nel tempo e nella memoria le baracche post-terremoto di Avezzano e del Belice o i container di Friuli e Irpinia! Ora, però, bisogna definire i luoghi in cui collocarle per venire incontro alle esigenze della popolazione rimasta senza un tetto sulla testa e costretta, nei prossimi mesi, a vivere nelle tendopoli. Sono 12mila gli sfollati che non potranno rientrare a casa. Il sindaco Massimo Cialente ha indicato alcune zone per la dislocazione. La decisione finale, però, spetta alla Protezione civile.
«Molte aree», dichiara il primo cittadino Massimo Cialente, «sono inidonee. Noi abbiamo dato una indicazione sulle nuove case cercando di salvaguardare le esigenze di tutti. Una parte l'abbiamo immaginata vicina alla città, altre ai quattro punti cardinali, poi nelle frazioni, per esempio tra Onna e Monticchio. Molte di queste aree sono state viste, riviste e molte bocciate. Il problema è che abbiamo poche zone disponibili e noi dobbiamo realizzare solo in posti sicuri». Per Cialente «L'Aquila deve diventare la città più sicura d'Europa».
Il primo elenco, che comprendeva appunto tutte le aree colpite, è stato parzialmente modificato dopo il vaglio del settore idrogeologico della Protezione civile. Quelle indicate nella mappa che pubblichiamo in pagina sono provvisorie. Necessitano appunto di una ulteriore verifica da parte dei sismologi. Viene fuori che gran parte delle aree a sud della Statale 17 sono inutilizzabili perché non in possesso dei requisiti necessari a ospitare questo tipo di insediamento.
L'INTERVENTO. Del resto è cambiata la tipologia dell'intervento. Secondo la strategia tradizionale, dalle tende si passava alle baracche prefabbricate e poi alle nuove abitazioni. La strategia alternativa prevede il passaggio diretto dalle tende a vere e proprie abitazioni. Esse hanno caratteristiche sulla carta irrinunciabili: interi quartieri disponibili in 5-6 mesi, sicurezza antisismica di "isolato urbano", elùùùùùùùù livello dello standard abitativo, elevato livello tecnologico e sostenibilità ambientale.
LE NUOVE CASE. Circa la sicurezza antisismica ecco come sono realizzate le abitazioni. Il prototipo isolato è costituito da una sottostruttura di fondazione, da dispositivi di isolamento caratterizzati da una elevata deformabilità, e da una sovrastruttura che trasmette i carichi verticali alle fondazioni e risulta libera di muoversi nel piano.
I VANTAGGI. È previsto l'isolamento orizzontale della sovrastruttura in tutte le direzioni. In caso di evento sismico di intensità elevatissima è garantita la totale assenza di danneggiamento della struttura e di conseguenza c'è l'abbattimento pressoché totale dei costi di riparazione post-evento sismico.
LA REALIZZAZIONE. La costruzione sulla piastra isolata è libera, è possibile utilizzare qualsiasi tecnologia a pareti portanti. Il requisito fondamentale del contenimento dei tempi conduce a privilegiare sistemi costruttivi prefabbricati e in particolare sistemi costruttivi a secco.
NEW TOWN. Sono le cosiddette new town, tanto care al presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che hanno fatto arrabbiare moltissimo la presidente della Provincia dell'Aquila, Stefania Pezzopane, la quale chiese rispetto per la città.
Il premier ha insistito, è tornato all'Aquila spessissimo. Insomma, ci ha messo la faccia, così come si è esposto l'intero governo che si è addirittura riunito all'Aquila nella scuola di Coppito della Guardia di finanza. Tutti sanno che sulla ricostruzione l'attuale compagine governativa e quindi anche il presidente della Regione, Gianni Chiodi si giocano una buona fetta di credibilità anche internazionale. L'arrivo del G8 è la conferma dell'attenzione riservata all'Aquila. Al di là delle polemiche, un aspetto va sottolineato.
Oggi gli aquilani, pur stremati dalla sofferenza e dalla paura, mantengono una fierezza inossidabile. Sperano, aspettano e al momento opportuno sapranno giudicare.