L'AQUILA - Hanno superato quota 65 mila (65.458) gli sfollati del terremoto che sono assistiti nelle tendopoli e negli alberghi lungo la costa. Degli oltre 65 mila sfollati, 35.852 vivono nei 178 campi allestiti nell'Aquilano, per un totale di 5.789 tende. Altre 29.606 persone sono invece ospitate negli hotel e nelle strutture private sulla costa adriatica. Anche ieri tanta pioggia sul capoluogo e sulle zone colpite dal terremoto che ha aumentato i disagi degli sfollati.
Polemiche per gli affitti. Alcuni sfollati sono stati costretti a pagare l'affitto degli immobili dove sono ospitati sulla costa abruzzese con la promessa della restituzione delle somme pagate nel caso in cui la Regione o il Governo garantiscano contributi ai terremotati o a chi li ospita. Una famiglia di tre persone, che ha una casa inagibile, ha dovuto versare 500 euro, comprensivo di caparra, per la permanenza nell'abitazione dopo la richiesta del proprietario di un canone di affitto di 250 euro al mese. L'uomo ha però garantito la restituzione delle somme ricevute nel caso in cui riceva i contributi per la locazione dallo Stato o dalla Regione.
Proteste per i controlli. Centinaia di aquilani, tornati ieri in città per partecipare alle verifiche, secondo il calendario predisposto dalla Protezione Civile, hanno atteso per quasi tutta la giornata inutilmente che arrivassero i tecnici. Solo più tardi, esasperati, si sono recati nei punti di raccolta e hanno appreso che le verifiche erano state rinviate al 2 maggio. È stato spiegato loro che l'inconveniente, che ha riguardato tre zone della città (Gignano, Torretta e Contrada Macchiola), era dovuto al fatto che ieri mattina non si erano presentate alcune squadre per compiere i rilievi.
Le verifiche. Al 25 aprile sono 15.006 le verifiche effettuate dalla Protezione civile sugli edifici pubblici e privati, compresi edifici fatiscenti e baracche, all'Aquila e provincia. Dai controlli il 54,8% degli stabili è risultato agibile; il 16,1% agibile con provvedimenti di pronto intervento; il 3,4% parzialmente inagibile; l'1,6% temporaneamente inagibile (da rivedere con approfondimento); il 21,3% inagibile: il 2,8% inagibile per rischio esterno.