L'AQUILA - La paura non passa. Anzi, diventa psicosi in città e tra gli sfollati sulla costa. E chi ci pensa a rientrare in casa? Il sindaco può firmare tutte le ordinanze che vuole, ma nessuno, finché continueranno le scosse, e anche ieri la terra ha tremato, tornerà a dormire nell'abitazione. Se, poi, qualcuno lancia di nuovo l'allarme, come è accaduto ieri, allora si svuotano le aziende ed è il caos. A spaventare gli sfollati non sono state le scosse di magnitudo 2.6 e 2.9, che hanno accompagnato gli aquilani durante le prime ore del mattino e nella giornata, bensì le "voci" che sono circolate sull'arrivo di un sisma catastrofico entro ventiquattr'ore. È stato un fuggi fuggi, "evacuate" aziende a Bazzano, Poggio Picenze e all'Aquila (centro commerciale L'Aquilone), telefonini incandescenti, un passaparola che è diventato devastante ed è stato nuovamente il panico. Strade intasate di auto, studenti universitari impegnati negli esami che hanno preferito tornare sulla costa. È stato il tam tam via internet, specie su social network come Facebook, ad amplificare la voce di una possibile scossa e ad alimentare la psicosi collettiva di un nuovo terremoto. Nonostante gli esperti abbiano ribadito ripetutamente l'impossibilità di prevedere i terremoti, dalle 10 di ieri mattina, è stato registrato un enorme susseguirsi di allarmi per paura di una nuova disastrosa scossa. I messaggi riproducevano dei grafici provenienti dal sito curato dal ricercatore Giampaolo Giuliani, dai quali si evidenzierebbe l'aumento della concentrazione del gas radon, considerato uno dei tanti precursori sismici. Il video, apparso su Youtube, ha scatenato telefonate e sms che sono rimbalzati fino alla costa, ma ieri sera Giuliani si è recato in Questura, dove ha presentato una denuncia contro ignoti, "disconoscendo" la paternità del video, che ha detto essere costituito da vecchi filmati, in cui sarebbero stati inseriti, con un'operazione di montaggio digitale, spezzoni di sue dichiarazioni collegate, in modo da far ritenere che si trattasse di un'intervista vera. Sull'episodio indaga anche la Polizia postale. Sempre su internet è stata diffusa la registrazione di una telefonata in cui il ricercatore spiega di aver rilevato l'aumento di radon con il conseguente rischio di una scossa. Tanto è bastato per far scatenare il panico in città con diversi uffici e fabbriche temporaneamente evacuati per paura del terremoto. La situazione, poi, è tornata sotto controllo.
Ma Giuliani, pur cercando di evitare allarmismi, non ha certamente rassicurato gli aquilani. Il ricercatore, raggiunto telefonicamente, chiama il territorio aquilano: "Il paziente" e dice che «le sue condizioni stanno peggiorando». Il "male" è il radon, il gas che fuoriuscirebbe dal terreno prima dei terremoti e che tanto fa discutere gli ambienti scientifici. Nelle ultime ore, secondo Giuliani, il livello del gas sarebbe aumentato considerevolmente. È lo stesso Giuliani a raccontare le ore di "passione": «È un momentaccio, la situazione è "calda"» dice. Poi spiega: «Stiamo monitorando il quadro con attenzione e dai dati in nostro possesso sembra che la quantità di energia che il terreno potrebbe scaricare nelle prossime ore sia in aumento. Speriamo che possa farlo con più scosse di moderata intensità, anziché con una più forte. Diciamo così: "Il paziente" ha la febbre alta e dobbiamo essere vigili». Figurarsi, chi chiuderà occhio!