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Pescara, 28/04/2026
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Data: 28/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - «Silvio ci stai rovinando», il premier contestato a Napoli Protesta di due giovani: non venire in Abruzzo. Il Pd: Mediaset ha oscurato la notizia

NAPOLI. Il presidente del consiglio Berlusconi continua a fare la spola tra Roma e L'Aquila, passando per Napoli. Ma proprio nella prefettura del capoluogo partenopeo, dove ieri è andato per fare il punto sul funzionamemnto del termovalorizzatore di Acerra - «Tutto funziona benissimo», ha detto «l'inquinamento è vicino allo zero» -, il presidente del consiglio ha dovuto fare i conti con una imprevista protesta.
Un imprevisto che gli ha impedito di illustrare ai cronisti il risultato dell'incontro avuto pochi minuti prima con il commissario Guido Bertolaso.
«Non devi venire in Abruzzo. Ci stai rovinando», gli gridano due trentenni abruzzesi che dicono di essere venuti a Napoli per manifestare il loro disappunto. Berlusconi li guarda e va via. Non si è capito bene se il riferimento dei due contestatori fosse riferito alle decisioni legate al terremoto o ai rifiuti campani che potrebbero dirottare in Abruzzo. Fatto sta che la contestazione si è conclusa quasi come uno "sfogo", e la mancata richiesta di delucidazioni da parte del premier non ha invogliato i due abruzzesi a spiegare meglio i termini del «non venire più in Abruzzo».
«Ancora una volta, Tg2 e Tg5 si distinguono per un modo tutto loro di raccontare l'attività del presidente del consiglio, "autocensurandosi" in merito alla piccola contestazione subita dal premier a Napoli», ha affermato ieri Vinicio Peluffo, esponente del Partito democratico e membro della commissione di Vigilanza della Rai.
«Infatti, mentre Tg1 e Tg3 hanno correttamente riferito delle proteste dei due abruzzesi a Berlusconi, che hanno gridato al premier: "ci stai rovinando", i telegiornali diretti da Mazza e Mimun hanno accuratamente evitato di dare la notizia. Per quale motivo? Possono bastare due cittadini a rompere l'idillio tra il Cavaliere e gli italiani, rafforzato dal suo indubbio attivismo all'indomani del terremoto?».
«Può bastare una piccola protesta», conclude il parlamentare «a indurre due professionisti stimati a una censura certamente non richiesta perché non necessaria?».

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