CHIETI. L'aeroporto d'Abruzzo non deve perdere pezzi. Il servizio di manutenzione aerea della ex AirOne technic, oggi confluita in Cai, rischia il trasloco negli scali di Napoli e Roma, mettendo in ballo il futuro di un centinaio di lavoratori e dello standard qualitativo dell'aeroporto abruzzese. Ieri in Provincia c'è stato un incontro aperto tra amministratori locali, sindacati e lavoratori. In questi giorni il presidente della Provincia Coletti invierà una lettera a tutti i parlamentari eletti nelle provincie di Chieti e Pescara, nonché ad altri esponenti delle amministrazioni locali, chiamandoli a raccolta per lunedì 4 maggio alle 12 nella sala di giunta in corso Marrucino. Questa nuova riunione dovrà partorire una richiesta scritta urgente al governo, per un incontro immediato sulla vertenza.
«Non riusciamo ad avere contatti con i vertici Cai», dice Marco Ranieri della Fiom-cgil provinciale, «il trasferimento a Napoli o Roma significherebbe per questi lavoratori, che hanno un'età media inferiore ai 35 anni, una qualità di vita nettamente peggiore. Per la nostra regione, invece, vorrebbe dire uno scalo aeroportuale declassato, con la perdita di un servizio, quello della manutenzione, sul quale la Regione ha investito risorse, e che in tanti ci invidiano». Ieri all'incontro in Provincia c'erano Coletti ma anche gli assessori provinciale e comunale alle attività produttive, Giovanni Di Fonzo e Cristiano D'Intino, il consigliere regionale del Prc, Maurizio Acerbo, e il senatore del Pd, Giovanni Legnini. Il presidente della provincia di Pescara, Pino De Dominicis, ha telefonato confermando la disponibilità a muoversi per questa vicenda. C'erano, tra gli altri, Nicola Di Matteo, segretario regionale Fiom, e Michele Marchioli, segretario provinciale della Cgil. «Speriamo che il sottosegretario alla presidenza del consiglio, l'abruzzese Gianni Letta», conclude Ranieri, «ci aiuti ad avere subito un tavolo romano di incontro con la Cai. Nelle prossime settimane l'azienda deciderà il futuro di questi lavoratori e quindi dello scalo abruzzese. Dobbiamo cercare di tutelare al massimo i livelli dell'offerta di servizi aerei oggi presenti in regione, per mantenere il rilievo conquistato in questo ambito. Non possiamo permetterci di continuare a perdere pezzi di eccellenza. Dopo il polo elettronico, ora rischiamo di rinunciare anche alla manutenzione aerea».