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Data: 29/04/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Verso le elezioni - «Il potere senza ritegno offende le donne». Veronica Lario sulle candidature del Pdl: va contro quelle che sono in prima linea a tutela dei loro diritti

ROMA Svecchiare, stupire, femminilizzare: piaccia o non piaccia, ecco le tre parole d'ordine che percorrono le liste, per il voto europeo, ormai chiuse o quasi. Nel reparto sorprese - dopo quella clamorosa arrivata in serata e firmata Veronica Lario, di cui fra poco diremo - spicca Emanuele Filiberto di Savoia, super televotato e stravincitore a «Ballando con le stelle», in corsa nella squadra dell'Udc. La sua mission: difesa della famiglia, della vita e dell'identità cristiana. «Perchè dovrebbero votarmi?», chiede il Principe Savoia e si risponde: «Parlo cinque lingue, ho rapporti personali con la metà dei capi di Stato europei e dell'altra metà sono parente». A suo modo, Emanuele Filiberto è un nomade («Girerò fra mercati, discoteche e facebook») ma lo è ancora di più, per le sue origini rom, una candidata del cartello Prc-Pdci: Dijana Pavlovic.
E poi se gli spiritosi parlano del Pdl come una "barca a velina" - per via delle tante ragazze, «ma sono laureate e intelligenti», come non smette di dire Berlusconi a chi sta storcendo il naso - il Pd è una tavola a vela. La campionessa di windsurf Alessandra Sensini gareggia nei democrat. Dall'altra parte, le ultime indiscrezioni - che il portavoce del partito, Capezzone, giudica come: «Voci infondate e malevole» - dicono che saranno in pista col Pdl Barbara Matera (attrice ed ex "letteronza"), Susanna Petrone (valletta di «Guida al campionato») e Cristina Ravot (cantante che s'è esibita nella villa sarda del Cavaliere). Nulla da fare per Angela Sozio (la rossa del «Grande Fratello» non amata dal finiani di «Farefuturo» ma ieri difesa dai berlusconiani dell'«Occidentale»), fuori Camilla Ferranti (reduce da «Incantesimo»), in bilico Eleonora Gaggioli (già vista in «Elisa di Rivombrosa»). Candidature di questo tipo non piacciono a tutti nella famiglia Berlusconi. E infatti, ieri, in serata, piove alle agenzie di stampa, e prima sul sito dei finiani di «Farefuturo», una raffica di pensieri firmati Veronica Lario. «Ciarpame senza pudore», così la moglie del premier giudica l'idea di mettere in lista le varie ragazze. «Voglio che sia chiaro - spiega Veronica - che io e i miei figli siamo vittime e non complici di questa situazione. Dobbiamo subirla e ci fa soffrire». E ancora: «Che ci siano belle donne nella politica non è un merito nè un demerito. Ma quello che emerge oggi, attraverso il paravento delle curve e della bellezza femminile, è la sfrontatezza e la mancanza di ritegno del potere che offende la credibilità di tutte e questo va contro le donne in genere e soprattutto contro quelle che sono sempre state in prima linea e che ancora lo sono a tutela dei loro diritti». Come esempi virtuosi di «politica al femminile», la First Lady cita, per il passo, Nilde Jotti e la Thatcher, e per il presente la Merkel e la Prestigiacomo.
Veronica torna sulle neo-candidature e incalza: «Qualcuno ha scritto che tutto ciò è a sostegno dell'imperatore. Condivido. Quello che emerge dai giornali è un ciarpame senza pudore, tutto in nome del potere». E conclude commentando la notizia della partecipazione del premier alla festa in discoteca di una diciottenne vicino a Napoli: «La cosa ha sorpreso molto pure me, anche perchè non è mai venuto a nessun diciottesimo compleanno dei suoi figli, pur essendo stato invitato».
Di «Donne e politica» ha trattato, ieri, anche un convegno. Che ha emesso questo verdetto: «Il "velinismo" non è necessariamente la fase senile della democrazia nell'éra televisiva». E anche dal Pd, qualcuno prende parte alla discussione: «Perchè nessuno parla mai - osserva Roberto Giachetti - di tutti i "velini" che ci sono in politica?».
Guardando verso la sinistra estrema, si nota che il cartello elettorale di Niki Vendola (Sinistra & Libertà) e quello comunista di Paolo Ferrero (con Diliberto e altri) si sono divisi il campo. Così: i primi candidano una gay (la leader storica del femminismo, Imma Battaglia) e i secondi puntano su un transessuale (Amedeo Rossi, detta Loredana Rossi, impegnata nell'associazione «La gatta» contro lo sfruttamento della prostituzione).
Ora, non resta che battersi. Veronica permettendo.

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