Welfare. Tremonti: "Diciamo no a chi viene giù dal Monte Sinai con le tavole della legge". Sacconi: non è il momento adatto. Brunetta: riforma va fatta, ma non ora
Giulio Tremonti, senza mai nominarla, boccia la proposta di Emma Marcegaglia di accelerare le riforme a cominciare da pensioni e sanità. In un'intervista a Repubblica, il ministro dell'Economia infatti afferma: "Diciamo no a chi viene giù dal Monte Sinai con le tavole della legge". Poi continua: "Come dice il Fondo monetario le crisi non sono il momento per fare le riforme perché queste causano incertezza e paura; non è il momento di spaventare la gente ma di rassicurarla". Quanto alle pensioni, "non è come fare la riforma dell'Rc auto, non puoi intervenire sulle certezze psicologiche. Se il sistema delle pensioni non sta venendo giù è inutile intervenire con radicalità. E poi la riforma delle pensioni fatta da Dini è buona e sta funzionando".
Anche il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, respinge la richiesta di Confindustria per una nuova riforma delle pensioni. Per Sacconi infatti, che è intervenuto alla trasmissione 'Faccia a faccia' su Radio3, "non è questo il momento per un'ulteriore riforma del sistema previdenziale, per il quale invece va compiuta l'opera di manutenzione che è già stata ipotizzata. La riforma delle pensioni - ha aggiunto - non è coerente con l'obiettivo di ricostruire un circuito della fiducia in una fase come questa, in cui permangono le spinte recessive".
La riforma delle pensioni va fatta, "non ora ma va fatta". Così il ministro della P.A., Renato Brunetta, ospite di Radio radicale, entra nel dibattito. "Le riforme che danno stress sociale molto probabilmente andrebbero posticipate - afferma Brunetta -, ma vanno fatte. E vanno fatte in modo razionale, non banale. In questo il ministro Tremonti ha ragione: applicare schemi nordici, di Paesi molto più piccoli del nostro, non ha senso". Secondo Brunetta "la riforma Dini va bene, ma non è sufficiente. Riformare il licenziamento collettivo, lo statuto dei lavoratori, il contratto nazionale, serve. Lo proponeva lo stesso Gino Giugni negli anni 80". 'In questa crisi - prosegue Brunetta - la gestione degli ammortizzatori sociali ha funzionato, sta funzionando. Non c'è stato conflitto sociale, la povertà è in diminuzione, checché se ne dica (...). Il sistema insomma sta funzionando. Non dico e non ho mai detto che il nostro è il migliore dei sistemi. E aggiungo: usciamo dalla crisi, e mettiamo le mani ad esempio all'età di pensionamento delle donne. Lo dico, l'ho detto e lo farò, per quanto riguarda il pubblico impiego, che è di mia competenza, e non solo per una sentenza dell'Europa ma perché è una necessità, anzitutto demografica".