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Pescara, 28/04/2026
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Data: 30/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Pescara-Milano, il volo fa rima con ritardo. Un solo equipaggio, l'aereo decolla quasi tre ore dopo. La rabbia dei passeggeri

Disagi anche al ritorno Il bancario «Mi rimborseranno solo le tasse»

PESCARA. Aereo, ritardo, rabbia, appuntamento saltato e rimborso parziale propedeutico a un travaso di bile. Si può riassumere così: volo Pescara-Milano. Ieri, i passeggeri che hanno scelto la compagnia Airone sono incappati in una giornata da incubo a occhi aperti. All'andata, hanno dovuto aspettare quasi tre ore per decollare dall'aeroporto d'Abruzzo. Le cose sono andate un po' meglio al ritorno: hanno trascorso poco più di un'ora a rigirare i pollici nella sala d'attesa di Linate. Non è la prima volta, purtroppo, che accadono cose del genere su questa tratta.
«Quando è montata la protesta, ci hanno spiegato che il ritardo era dovuto a un precedente ritardo», ha raccontato l'avvocato teramano Gianluca Pomante. «In pratica, essendoci un solo equipaggio e avendo questi diritto a un certo numero di ore di riposo, la partenza da Pescara non è potuta avvenire all'orario prestabilito, cioè alle 8.45. Conti alla mano, mi sarebbe convenuto prendere la macchina. Di certo, farò un'azione legale e chiederò il risarcimento dei danni subìti. A Milano vado per lavoro e non ho tempo da perdere. Ci sono delle direttive europee che regolano questa materia e le compagnie aeree non possono certo eluderle. Tutti i passeggeri erano arrabbiati. In modo particolare i professionisti che si muovono con i minuti contati. Chi paga il biglietto, e parliamo di un biglietto salato, ha diritto a un altro trattamento. Avrebbero potuto avvertirci via sms. Se l'avesso fatto, con la macchina avrei preso la direzione di Milano e non quella di Pescara. Ho appreso che, sempre per problemi di organico, si verificano ritardi da febbraio».
Ivano Donatelli, pescarese, private banker dell'Ubi Banca Private Investment si è trovato nella condizione di dover rinunciare alla trasferta a Milano. «A un certo punto, mi sono reso conto che il viaggio sarebbe stato inutile perché ero fuori tempo massimo», ha detto il professionista pescarese. «Ho chiesto il rimborso del biglietto e alla rabbia che avevo in corpo ho aggiunto altra rabbia. In pratica, la mia azienda ci rimetterà 202 sui 337 euro pagati per il biglietto di andata e ritorno perché saranno ridate indietro solo le tasse aeroportuali. Mi chiedo se questo sia un comportamento etico da parte di una compagnia aerea che, tra l'altro, è abruzzese. La Pescara-Milano è una tratta commerciale importantissima e non può essere lasciata in queste condizioni. Auspico un intervento deciso, anche a livello politico, per rimettere le cose a posto».
I passeggeri si sono lamentati anche delle scarse attenzioni ricevute durante l'attesa e delle disfunsioni all'interno dello scalo. «A Pescara non funziona neppure il parcheggio», ha sottolineato Anna Di Giambattista , che opera nell'ambito della produzione di programmi televisivi. «Sono costantemente in viaggio e ogni volta che torno in città devo prendere atto della sua incapacità di funzionare. I treni sono sempre in ritardo, gli aerei anche: insomma, siamo in mezzo all'Italia eppure ogni giorno ci allontaniamo dai centri che contano. Chi lavora, non può prescindere dalla puntualità. Mi chiedo come il mondo imprenditoriale e quello politico-istituzionale possano sopportare che una compagnia aerea getti nello sconforto decine e decine di passeggeri ogni giorno. Durante la mattinata, esasperata, mi sono rivolta a un responsabile dell'aeroporto e le sue risposte mi hanno fatto cadere le braccia. Non oso immaginare cosa verrà fuori dai Giochi del Mediterraneo».

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