Il presidente del Covip al Senato: dalle perdite sul capitale del 6,3% (24-27% gli azionari) si passa a un guadagno dell'1,3%
ROMA. Tornano in attivo i rendimenti dei fondi pensione: nel 1º quadrimestre 2009, il rendimento medio dei fondi negoziali è risultato infatti +1,3% contro -6,3% del 2008. Lo ha comunicato il presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione (Covip), Antonio Finocchiaro, alla Commissione Lavoro del Senato. I rendimenti dei vari comparti risultano superiori alla rivalutazione netta del Tfr per la quale non risulta il dato ad aprile ma che a marzo era +0,3% e nel 2008 + 2,7%.
Il dato di aprile, stimato in base all'andamento dei benchmark dei fondi, risulta in controtendenza anche rispetto ai dati di marzo: per il 1º trimestre 2009 infatti l'andamento dei rendimenti dei fondi pensione negoziali risultava ancora del -1,0%. In particolare, nei primi 4 mesi dell'anno, risultano dello 0,8% i rendimenti dei fondi obbligazionari puro e misto (quest'ultimo nel 2008 era negativo del 3,9%), dell'1,3% quello dei fondi bilanciati (-9,4% nel 2008) e dell'1,4% degli azionari che nel 2008 avevano avuto una performance negativa veramente pesante: - 24,5%. Una batosta che aveva fatto pensare a molti lavoratori che puntare sui fondi pensione era stato un azzardo. Il rendimento netto dei comparti garantiti risulta del 2,3%, inferiore ai dati del 2008 (+3,1%).
Quanto invece ai fondi aperti, i dati ad aprile mostrano un rendimento di +1,9% rispetto a -14% del 2008 e -2,2% dei primi tre mesi 2009. In questo comparto gli obbligazionari puri sono a +1,6% (+4,9% nel 2008); gli obbligazionari misti + 1,8% (-2,2% nel 2008), i bilanciati +2,2% (-14,1% nel 2008), gli azionari +1,8% (-27,6% nel 2008) mentre i comparti garantiti +1,8% (+1,9% nel 2008).
La previdenza complementare, ha detto Finocchiaro alla commissione del Senato, ha ora un «solido assetto» normativo ma i «risultati quantitativi, in termini di adesioni e di patrimonio accumulato, non sono soddisfacenti rispetto alle necessità del Paese». Il presidente della Covip ha anche sollecitato «compatibilmente con i vincoli di finanza pubblica», ad estendere al «pubblico impiego gli istituti della previdenza complementare». Ha però anche sottolineato la necessità di ulteriori agevolazioni fiscali: «il trattamento fiscale attribuito alla previdenza complementare è di favore ma tale condizione non appare percepita in pieno dai lavoratori, nè sembra rappresentare, sovente, un fattore determinante per l'adesione». Specifiche misure di incentivazione fiscale potrebbero inoltre essere valutate per le «categorie di lavoratori meno abbienti». Servono inoltre adattamenti «mirati soprattutto a favorire l'adesione di categorie di lavoratori finora largamente escluse: lavoratori giovani, autonomi, atipici, delle piccole imprese, del pubblico impiego». Tra gli adattamenti una reversibilità sul conferimento del Tfr: «l'attuale impossibilità di un rientro del Tfr in azienda è indicata come una delle remore alla crescita delle adesioni. L'ipotesi da considerare potrebbe essere una reversibilità limitata ai flussi futuri del Tfr e opportunamente regolamentata».