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Pescara, 28/04/2026
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Data: 30/04/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Case agibili, ma nessuno rientra. Sono 307 le abitazioni riaperte dal sindaco, eppure c'è ancora paura

L'AQUILA. La memoria trema ancora. Ed è quella che t'impedisce di varcare la porta di casa quando fa buio e sarebbe ora di mettersi sotto alle coperte. Per ora sono 307 quelle porte che il sindaco Cialente ha riaperto, perchè le abitazioni sono agibili e abitabili: ma ancora meno - quasi nessuno - sono gli aquilani che hanno il coraggio di rientrare nelle loro abitazioni. Un po' perchè molte di queste sono effettivamente case singole o ville, dove a vivere sono nuclei monofamiliari, ma anche all'interno dell'Aquila, dove c'é qualche palazzo agibile, se si entra in casa è per prendere effetti personali e poi rientrare o nelle tende o nelle roulotte.
LA PAURA E' TANTA. A Pettino, in una zona seriamente lesionata e molto sismica, in via Agnetti c'è una serie di ville ben costruite che hanno resistito, ma al cancello ringhia solo un bullmastiff, unico padrone rimasto a piantonare giardino e imposte chiuse. In zona Torrione, Maria ammette: «Non ce la sentiamo proprio di rientrare a dormire stasera». E' presto per varcare quella porta. Maria è davanti all'ingresso di casa in compagnia di sua madre, in una palazzina in piazza Domenico Cifani, che si affaccia su via Ettore Moschino: «Viviamo al quarto piano e il solo pensiero di dover evacuare con il rischio di un'altra scossa non ci farebbe dormire». Dello stesso avviso Luigi Falancia, che vive in un palazzo accanto. «Ho registrato pochi danni - spiega - e sono in condizione di poter rimettere a posto l'abitazione autonomamente. Ma per me sarebbe importante vincere la paura e rientrare in quanto mia moglie è disabile e non possiamo vivere in eterno in queste tende». A Sant'Elia una bella villetta, corazzata in cemento armato, ha solo qualche crepa nelle tamponature al piano terra, ma per il resto è perfettamente agibile. Paola, dipendente del Tribunale, spiega con orgoglio che la villetta, a due piani, ha resistito molto bene alla scossa del 6 aprile. «Ce la siamo costruiti da soli, sapevamo che era zona sismica, non abbiamo lesinato su ferro e cemento, anche perché al massimo ci sarà costata il 100% in più» racconta. Ma Paola e la famiglia vivono e dormono in un camper a 10 metri dalla casa perché «la paura c'è ancora. Rientreremo a casa, è sicuro, ma non metteteci fretta, anche perché manca il gas».
A QUANDO IL GAS? Ed è il gas il vero ostacolo al ritorno alla normalità. Comune dell'Aquila e Protezione civile hanno stipulato una convenzione con le associazioni provinciali dei collaudatori per i collaudi interni alle abitazioni, operazione del tutto gratuita per i cittadini. Le verifiche inizieranno dal 4 maggio.

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