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Data: 01/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Primo maggio, a L'Aquila i segretari confederali

L'AQUILA - Sobrietà innanzitutto. Solidarietà. Trasparenza nella ricostruzione dell'Aquila. Questi i temi forti di una Festa del Primo maggio che festa non sarà in una città ferita a morte. Su questi temi i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil contano di ritrovarsi questa mattina alle 10,30, nel piazzale della Scuola della Finanza. Con loro ci sarà anche Gianni Chiodi, il presidente della Regione, il quale da buon teramano porterà le virtù, piatto tipico e immancabile sulle tavole del Primo maggio.
Guglielmo Epifani, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti arrivano all'appuntamento da direzioni e posizioni diverse per un'occasione di testimonianza civile senza precedenti. Con loro troverà posto sul palco Renata Polverini, dell'Ugl, «per un atto di concreta solidarietà». E ci sarà la Fnsi, la Federazione nazionale della stampa, guidata dal segretario generale Franco Siddi e dal segretario dell'assostampa abruzzese Lodovico Petrarca. Niente bandiere nè striscioni, niente cortei. Solo uno slogan, che vuol essere un messaggio forte per chi ha perso tutto e per chi dal lavoro vuol ricominciare a vivere: da un lavoro più giusto e più sicuro, ovvero meno precario, che si parli di contratto o di un ponteggio. «Il lavoro unisce: legalità, dignità, sicurezza, diritti e solidarietà per uscire dalla crisi», eccolo il messaggio scelto dai confederali che contano di riunire sotto al palco almeno quattromila persone.
L'Aquila come esempio per ripartire, per rinascere. E per L'Aquila il primo passo dovrà essere quello «di una adeguata ricostruzione post terremoto» dice l'abruzzese Raffaele Bonanni, «per far sì che si costruiscano case realmente antisismiche, e puntare con forza in direzione di un serio risparmio energetico». Ma ancor di più, sottolinea il segretario della Cisl, «occorre selezionare le imprese per evitare che qualcuno non rispetti le norme sulla sicurezza nel lavoro». Case ma anche imprese e negozi, ma anche lotta alle infiltrazioni della criminalità organizzata attirata dal business della ricostruzione: nulla resterà fuori oggi negli interventi dei tre segretari nazionali. Necessità ed impegni di fronte ai quali un sindacato «degno di questo nome» ha detto Epifani, seguito da Bonani e Angeletti, «deve provare a lavorare e a restare unito».

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