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Pescara, 28/04/2026
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01/05/2009
Il Messaggero
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Tariffe autostradali, ok del governo: scattano aumenti medi del 2,4%. Matteoli e Tremonti mantengono gli impegni con l'Aiscat |
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ROMA - Pedaggi autostradali piu' cari. Sulla rete di Autostrade per l'Italia, la più estesa del Paese, da ieri e' scattato un aumento delle tariffe del 2,4%. Ma su altre tratte i rincari saranno maggiori: sull'Autostrada Tirrenica saranno del 5,14%, sulla Tangenziale di Napoli del 6,63%, sulle Autostrade Meridionali (+4,89%). Piu' contenuti invece sul raccordo Autostradale Valle d'Aosta (+0,51%) e sulla Torino-Savona (+0,73%). Nessuna variazione sulla strada dei Parchi. Il record va invece alla Torino-Milano: maxi rincaro del 19%. Il valore medio dell'aumento su tutta la rete nazionale è comunque del 3,47%. Sta di fatto comunque che dopo la moratoria di 4 mesi decisa di comune accordo tra governo ed Aiscat, i ministri Tremonti e Matteoli hanno mantenuto la promessa e dato il via libera all'aumento delle tariffe. Si ricuce così dopo anni difficili il rapporto che il governo Prodi aveva compromesso con i concessionari autostradali. E possono finalmente gli ripartire investimenti che il presidente Aiscat, Fabrizio Palenzona, ha recentemente quantificato i circa 4 miliardi, dando atto all'esecutivo Berlusconi di essersi mosso nella giusta direzione. Investimenti che erano stati frenati dall'infinita querelle sull'articolo 12 e da un estenuante contenzioso. Adesso è tornata la certezza del diritto ed un quadro normativo in linea con l'Europa. Lo sblocco per la verità non è mai stato in discussione anche se proprio Palenzona aveva sollevato interrogativi su possibili manovre dell'apparato burocratico. Tutto invece è filato liscio. Ed ora sta ai concessionari dare un impulso forte agli investimenti. Proprio il ministro Matteoli ha più volte sottolineato che il comparto può muovere fino a mezzo punto di Pil, creando migliaia di posti di lavoro, contribuendo così alla ripresa dell'economia e del Paese. Ma accanto all'aumento delle tariffe c'e' quello del cosiddetto sovrapprezzo Anas: si tratta di circa 330 milioni di euro che peseranno sulle tasche degli automobilisti e che finiranno non ai concessionari ma all'ente pubblico. Un tassa ulteriore - stigmatizza l'Aiscat - in aumento rispetto al passato che verrà pagata sia dai possessori di auto che di camion.
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