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Pescara, 28/04/2026
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Data: 01/05/2009
Testata giornalistica: Rassegna.it
Contratti: Epifani scrive a Berlusconi, governo ci esclude, reagiremo

"Non conosciamo il testo e alla Cgil non è pervenuta alcuna convocazione né per partecipare alla riunione di oggi, né per quelle che sicuramente hanno preceduto quella odierna. Ne siamo venuti a conoscenza solo tramite gli organi di stampa". È quanto scrive il segretario della Cgil Guglielmo Epifani in una lettera inviata al premier Silvio Berlusconi. Il leader di Corso Italia si riferisce all'intesa siglata oggi dal ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta e da alcune organizzazioni sindacali che dà applicazione, nel comparto del pubblico impiego, all'accordo separato sulla riforma degli assetti contrattuali sottoscritto il 22 gennaio scorso.

"Non può certo sfuggirLe - scrive Epifani - la gravità di questo gesto che continua a non nascondere la volontà del governo di dividere le organizzazioni sindacali provando ad isolare la Cgil che nei settori pubblici è l'organizzazione maggiormente rappresentativa; evidenzia anche una grave violazione delle regole democratiche che sovrintendono alle relazioni tra le parti pubbliche e private e le organizzazioni sindacali in base alle quali non si può certo subordinare la partecipazione agli incontri alla preventiva condivisione dei risultati. Con l'occasione Le preannunciamo che eventuali interventi di stravolgimento del sistema di rappresentanza nel settore pubblico, oggi definito dalla legge, sarebbero pienamente illegittimi, in quanto non oggetto di delega, e ci vedrebbe protagonisti di interventi anche di carattere legale".

Prosegue Epifani: "Già in occasione della firma dell'accordo separato del pubblico impiego del 30 ottobre 2008, così come di quello del 22 gennaio 2009, accordi non firmati dalla Cgil, avevamo pubblicamente affermato la nostra volontà, oltre che il nostro diritto, a partecipare alle fasi successive del confronto, mantenendo la nostra autonomia di giudizio, in rappresentanza dei lavoratori iscritti e non iscritti alla nostra organizzazione. Analogamente ci eravamo comportati con le altre controparti che, a partire dalla Confindustria, hanno avuto un comportamento diverso, rispettoso delle relazioni sindacali e della autonomia delle parti sociali. Diversamente invece ha inteso comportarsi il Governo che, proprio in una logica di "esclusione", ha tra l'altro negato la presenza al tavolo del sistema delle Regioni e delle Autonomie locali responsabile nella gestione e nella titolarità del lavoro pubblico al pari dello stesso Governo".

E così conclude: "Si è inteso, in tal modo, stravolgere il sistema di regole rappresentato dal Protocollo del 23 luglio 1993, firmato dalla Cgil, ma anche l'equilibrio istituzionale che sovrintende al rapporto tra Governo Centrale e sistema delle regioni, riconfermato tra l'altro nella legge relativa al federalismo fiscale approvata definitivamente ieri. Tutto ciò è grave e accompagna la nostra valutazione negativa dell'accordo appena firmato, ma anche la ferma volontà di far valere le nostre ragioni e quelle dei lavoratori in tutte le sedi nelle quali tale accordo separato potrebbe attuarsi ad iniziare dai tavoli contrattuali relativi al Pubblico Impiego".

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