Troppo poche le zone a traffico limitato e le isole pedonali. Non c'è una pista ciclabile
Nell'ultima indagine Istat i dati su Teramo sono impietosi: l'istituto nazionale di ricerca colloca la città all'ultimo posto in regione e tra gli ultimi in Italia nella rilevazione su diversi ed importanti indicatori relativi ai trasporti urbani, pubblici e privati, agli strumenti e alle politiche di programmazione. Una città avvitata su se stessa quando si parla di disponibilità di autobus e di km offerti, ambientalmente discutibile con eccessi di emissioni ed un'elevata densità veicolare. Tutto questo con pochi metri quadri di zone a traffico limitato e altrettanto scarse aree dedicate ad isole pedonali. Il comune di Teramo esce dall'indagine decisamente male, con un parco auto vecchio ed inquinante (il 47% ha più di otto anni, contro la media italiana del 43%) e con il 58% di categoria euro 0-1-2 e con solo il 15% di euro 4. Teramo possiede una densità di reti ferroviarie tra le più basse a livello nazionale: 7,2 km per 100 kmq. Per fare un esempio, Chieti ne ha 18. E per gli autobus è notte fonda: i passeggeri trasportati sono davvero pochi; la densità di reti equivale ad almeno la metà di quella italiana e ad un quarto di quella teatina o pescarese; la disponibilità, sempre di autobus, per 10 mila abitanti, è ancora la metà di quella nazionale (4,8 contro 8,8 o 9,7 di Pescara); e i posti km offerti in tali mezzi sono in sofferenza (82,7 milioni di km contro i 246 di Chieti e i 405 di Pescara). Situazione pessima, sebbene dalla Regione si sia assicurato che il gap verrà al più presto colmato restituendo al nostro capoluogo teramano qualche chilometro in più. E ancora: quasi sei auto su dieci nel comune pretuziano appartengono alla fascia Euro 0-1-2, la più vecchia, la più inquinante. A ben vedere non c'è un'elevata percentuale di motocicli (109 per mille abitanti, contro una media nazionale di 120) ma quelli con limiti emissivi più pericolosi sono ben il 67,4% del totale. Tuttavia la densità veicolare a Teramo appare bassa (313,1 per kmq del comune) ma la cifra deve spalmarsi su di un territorio comunale tra i più grandi d'Italia. Per i residenti, sempre a detta dell'Istat, la propria città non risulta così tanto vivibile nemmeno a piedi o in bici: la ztl è un'inezia (0,039 kmq per kmq di superficie, contro lo 0,538 della media nazionale o lo 0,448 di Pescara); gli stalli di sosta a pagamento su strada si riscattano un po' (13,7 su mille autovetture) ma non si tiene conto delle ultime disposizioni della Tercoop; e infine la città non possiede nemmeno una pista ciclabile.