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Data: 03/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Primo maggio per l'Abruzzo. I segretari generali dei sindacati Cgil, Cisl e Uil celebrano la Festa del lavoro a Coppito

Solidarietà e musica nel nome della rinascita

L'AQUILA. Senza bandiere, cortei e striscioni. Il Primo maggio dei sindacati nella Scuola della guardia di finanza di Coppito, vicino all'Aquila ferita dal terremoto. Una festa dei lavoratori che unisce dopo tante tensioni Cgil, Cisl e Uil. Giuseppe Angeletti, Raffaele Bonanni e Guglielmo Epifani ricordano le vittime, chiedono garanzie per una ricostruzione «seria» e pongono il problema del perché il 6 aprile è collassata la città.
«Se nelle zone sismiche si costruisse in sicurezza, non speculando, non rubando, forse oggi non piangeremmo questi morti», dice Epifani.
Il segretario della Cgil interpreta il sentimento dei tremila nel piazzale della caserma. La Casa dello studente sbriciolata dal sisma è a due passi. Così come il moderno ospedale danneggiato da scosse che non avrebbero dovuto scalfirlo. «Bisogna impedire che imprese avventuriere si inseriscano nella ricostruzione. Nessuno deve venire all'Aquila con l'intento di speculare sulla vita altrui», ammonisce il leader della Cisl Bonanni.
Lo fa nei giorni in cui tanti aquilani chiedono alla magistratura di verificare se alla base dei crolli ci siano responsabilità umane. Le denunce sono il simbolo della rabbia per ciò che è successo e la preoccupazione per il futuro. «La cosa più importante da fare è una ricostruzione fatta sul serio, velocemente ed efficacemente», chiede Angeletti. Per farlo occorrono «risorse e subito» per far rinascere L'Aquila «com'era e dove era», ma anche per far ripartire un sistema produttivo in ginocchio. Nella cerimonia più importante dell'anno sindacale non può mancare il tema del lavoro. «Perché non è possibile immaginare un futuro avendo una casa ma non un lavoro. Questo è necessario ed è possibile».

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