| |
|
| |
Pescara, 28/04/2026
Visitatore n. 753.513
|
|
|
|
|
|
|
05/05/2009
Il Centro
|
L'Europa vede nero per l'economia italiana. Nel 2009 il Pil in calo del 4,4%, impennata del deficit e del debito pubblico |
|
La Commissione Ue diffonde le previsioni per i Paesi della zona euro: non siamo più in caduta libera. Timida ripresa nel 2010 BRUXELLES. Una drastica revisione al ribasso della crescita economica dell'Italia nel 2009 e nel 2010 a fronte di un'impennata del deficit e del debito pubblico è stata fatta dalla Commissione europea che ha presentato le stime di crescita della zona euro e dell'intera Unione europea per quest'anno e per l'anno prossimo. Secondo l'esecutivo comunitario, il prodotto interno lordo italiano subirà nel 2009 una flessione del 4,4%. Nel 2010 ritornerà a crescere ma solo dello 0,1%. Il calo non sarà indolore per i conti pubblici del nostro Paese che quest'anno si chiuderanno con un deficit del 4,5% e del 4,8% l'anno prossimo. Il debito pubblico tornerà ai livelli record degli anni Novanta con un 113% del pil nel 2009 e con un 116% nel 2010. Cattive notizie anche per il tasso di disoccupazione che passerà dal 6,8% del 2008, all'8,8% nel 2009 e al 9,4% nel 2010. Le attuali stime sono peggiori di quelle di gennaio che prevedevano un calo della crescita del 2% nel 2009 e un ritorno al segno positivo nel 2010 con uno 0,3%. Le previsioni di Bruxelles sono anche più pessimistiche di quelle del governo che nella Relazione unificata ha indicato un calo del 4,2% quest'anno e un +0,3% per l'anno prossimo. Le uniche buone notizie provengono dal fronte dell'inflazione che passerà dal 2,8% del 2008, all'1,9% nel 2009 e all'1,5% nel 2010. La Commissione ha spiegato che l'attuale situazione italiana è dovuta «al significativo impulso negativo» proveniente dal 2008. «Le previsioni per la prima metà del 2009 sono fortemente sfavorevoli - ha precisato il Commissario agli Affari economici Almunia - gli indicatori di breve termine rivelano una protratta contrazione dell'attività economica, in particolare la produzione industriale si è fortemente ridotta nei primi due mesi dell'anno ed è atteso un nuovo tonfo a marzo». Per Bruxelles - nonostante ci si trovi nella «più forte caduta annuale da decenni, nella peggiore crisi dai tempi del dopoguerra» - alcuni indicatori fanno intravedere «una certa stabilizzazione nei prossimi mesi» poiché la fiducia dei consumatori e delle imprese «si è ripresa ad aprile». Secondo la Commissione «non siamo più in caduta libera», il fondo della crisi è stato toccato e quindi ci si aspetta ora una risalita. Per favorire questo processo, ha sostenuto Almunia, «è necessario procedere rapidamente alla ripulitura dei bilanci delle banche e se necessario alla loro ricapitalizzazione». Le cifre oggi rivelano una situazione drammatica in tutto il continente per il calo della crescita e per il generale peggioramento dei conti pubblici. Nel 2009 sia la zona dell'euro sia la Ue registreranno un crollo del pil del 4% e nel 2010 un ulteriore calo dello 0,1%. «Ci riconosciamo nei numeri della Commissione europea - ha commentato Tremonti - e siamo soddisfatti per la valutazione di apprezzamento che ha dato all'operato del governo. E apprezziamo la parte delle previsioni in cui si parla della nostra sana e prudente gestione di bilancio».
|
|
|
|
|