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Data: 25/07/2006
Testata giornalistica: Il Tempo d'Abruzzo
Filovia. A Montesilvano accuse dal centrodestra. «Danza dei ripensamenti»

Montesilvano. - Un piano urbano del traffico più volte commissionato ma mai approvato, strategie per migliorare la viabilità cittaddina ignorate, ma il proposito di arrivare ai cavilli giuridici, per impedire la realizzazione della filovia sulla strada parco, quello c'è, ed è ben chiaro. Contro questa assurda situazione, creatasi da qualche anno a Montesilvano, si sono espressi ieri i partiti della Casa delle Libertà, non esitando a bacchettare duramente il sindaco Cantagallo. «Da mesi questo signore va esternando alla stampa e in tivù la sua decisa contrarietà alla filovia - hanno sostenuto ieri Ermanno Falco di Fi, Pasquale Cordoma di An, Oscaro Biferi dell'Udc e il consigliere regionale Mario Amicone - dimenticandosi che lui da assessore ai lavori pubblici aveva sostenuto quel progetto. Nè in tutto questo tempo ha ritenuto opportuno portare in Consiglio il problema, sapendo che molti suoi stessi sostenitori sono favorevoli al filobus sulla strada sulla strada parco. Ed è fin troppo noto che questo "niet" alla filovia, da parte di certi amministratori, rientra nella logica di favorire determinati settori della imprenditoria cittadina. Ermanno Falco: «Nel 2002 Gianni Teodoro, responsabile della Gtm, accolse con entusiasmo il progetto-filovia: due anni dopo il fratello Maurizio pontificava che la Gtm non era in grado di gestire il progetto e Cantagallo aggiunge che lo stesso oggi appare superato e difforme dall'originale. Del Turco alla Regione si oppone, Ginoble si barcamena e non decide, D'Alfonso a Pescara esprime un assenso con qualche riserva, Cantagallo, rimasto solo, minaccia di ricorrere al giurista Follieri per bloccarlo. E tutto a spese del contribuente, dimentico degli strali del prof. Glauco Torlontano, che parla di crimine sull'ambiente, se non si aprirà la strada parco ai filobus». prosegue Mario Amicone: «La Regione assicurò i finanziamenti, solo per l'ultimo tratto da sud, fino a via Marinelli, pari a due miliardi di vecchie lire, esclusivamente per un collegamento a basso impatto ambientale. Oggi, invece, certi amministratori fingono di non ricordare, volutamente ignorando che il potenziamento del trasporto è stato deciso a livelli centrali». Il consigliere di An Cordoma rileva che Cantagallo esce da questa vicenda malconcio dal punto di vista politico, anche perchè l'opinione pubblica conosce la vera storia del suo no alla filovia, originata dalla volontà di tutelare certi imprenditori che grazie alla strada parco hanno fatto buoni affari». Oscardo Biferi, dell'Udc, conclude chiedendo a gran voce un piano traffico e ricordando che la filovia, se non risolverà tutti i mali del traffico, certamente li ridurrà

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