Negli ultimi cinque anni il parco di autobus circolanti in Italia è cresciuto del 4,1%, passando dai 92.578 mezzi del 2004 ai 96.342 del 2008. La regione che ha fatto registrare la percentuale maggiore di aumento è la Basilicata (+11%), seguita da Trentino Alto Adige (+9,8%), Calabria (+9,7%), Sardegna (+9%) e Puglia (+6,6%). In chiusura di questa graduatoria vi sono Umbria (+0,4%), Marche (+0,2%) e, con un dato negativo, Emilia Romagna (-1,7%), Liguria (-2,4%) e Friuli Venezia Giulia (- 3,2%). I dati emergono da uno studio dell'Osservatorio dell'Airp (Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici) sulla Mobilità Sostenibile. Negli ultimi anni, oltre alla crescita del parco circolante, anche l'utilizzo degli autobus è aumentato. Infatti, secondo le rilevazioni dell'Isfort, gli spostamenti con i mezzi pubblici tra il 2006 ed il 2008, hanno avuto percentuali di crescita annue superiori al 10%, mentre la distanza media che gli italiani di età fra i 14 e gli 80 anni percorrono giornalmente è salita dai 22,3 km del 2004 ai 40 del 2008 con un incremento pari a quasi l'80%. Il tempo medio è passato da 54,7 a 65,9 minuti, con una crescita del 20,5%: rispetto a quattro anni fa si percorrono in media 17,7 km in più al giorno e si dedicano agli spostamenti 11,2 minuti in più. L'analisi sottolinea dunque come, a fronte di maggiori percorrenze, sia ancor più necessario adottare comportamenti virtuosi al volante per cercare di contenere i consumi e le emissioni nocive. Proprio per ottenere economie di servizio e alti standard di sicurezza e di rispetto ambientale molte aziende di trasporto locale utilizzano sui loro autobus pneumatici ricostruiti. A questo proposito l'Airp ricorda che il Parlamento italiano ha stabilito con legge l'obbligo per le pubbliche amministrazioni e per i gestori di pubblici servizi di riservare ai ricostruiti almeno il 20% degli acquisti di pneumatici di ricambio. La scelta di utilizzare pneumatici ricostruiti - sottolinea in una nota l'Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici - conviene economicamente (i pneumatici ricostruiti costano meno di quelli nuovi e la ricostruzione consente di allungare la vita di un pneumatico), non pregiudica la sicurezza (i pneumatici possono essere ricostruiti solo rispettando le norme Ece Onu 108 e 109, che prevedono per i pneumatici ricostruiti controlli analoghi a quelli previsti per i pneumatici nuovi) e offre indubbi vantaggi soprattutto a livello ambientale (il prolungamento del ciclo di vita dei pneumatici riduce infatti lo smaltimento delle strutture portanti usate).