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Pescara, 26/04/2026
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06/05/2009
Il Centro
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TERREMOTO IN ABRUZZO - Fondi, il Pd all'attacco. I parlamentari: il decreto è senza soldi, va cambiato. Berlusconi: troveremo le somme che servono rivolgendoci agli italiani |
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Domani il termine per presentare gli emendamenti ROMA. I fondi per l'emergenza e la ricostruzione dell'Aquila fanno esplodere la polemica tra il Partito democratico e il premier Silvio Berlusconi. Ieri è stata una giornata di accuse e critiche incrociate. Con un Pd che parla di «schiaffo agli abruzzesi» e il premier che dai microfoni di Porta a Porta rilancia le promesse. Il primo attacco è del Pd sui fondi e sul decreto del governo che accusano «è una presa in giro». «Nel decreto per la ricostruzione post-terremoto, all'esame del Senato, le risorse sono molto inferiori di quelle promesse e vengono diluite nel tempo», denuncia il Pd dopo una riunione sul provvedimento tenuta a Palazzo Madama, alla quale hanno partecipato le presidenze dei gruppi Pd di Camera e Senato, i parlamentari abruzzesi, i capigruppo nelle commissioni competenti. Una critica senza mezzi termini che mette in risalto le «promesse mancate» di Berlusconi. «Vogliamo denunciare la gravità della situazione», dicono i parlamentari, «il decreto post-terremoto è una grandissima promessa non mantenuta da parte del governo. Il terremoto in Abruzzo è quello trattato peggio di tutti gli altri, e non meglio come ha dichiarato Berlusconi. Le questioni gravi sul tappeto sono quattro: le risorse sono molto inferiori agli 8,5 miliardi di euro promessi. Ad avviso dei parlamentari del Pd la lettura del provvedimento «svela contenuti davvero preoccupanti a confronto con i provvedimenti post-terremoto in altre regioni (Umbria, Marche, Molise, Irpinia, Friuli)». «I 150 mila euro promessi a famiglia», insistono i parlamentari Pd, «verranno in realtà elargiti con un generico mix di contributo, credito di imposta e finanziamento, il che renderà di fatto impossibile per migliaia di famiglie a basso reddito». Il Pd annuncia anche che sta predisponendo emendamenti e proposte che dovranno essere presentati entro domani alle 12. La replica di Berlusconi è altrettanto dura e annuncia che la ricostruzione andrà avanti. «In duecento giorni», rilancia il premier, «costruiremo case per 13 mila persone. Il 20% sarà consegnato a settembre il resto a dicembre. Abbiamo un cronoprogramma in cui vi è spiegato in dettaglio tutto ciò che si deve fare per ricostruire. Abbiamo fatto delle previsioni e per ora i fondi che abbiamo sono sufficienti al mantenimento di 70mila persone. Se tra un anno non fossero sufficienti ci rivolgeremo agli italiani per reperire altri soldi». «Oggi i fondi ci sono, abbiamo a disposizione cento milioni di euro e poi ne metteremo altri», ha ribadito Berlusconi a Bruno Vespa. «I mutui sulle case distrutte sono sospesi», ha aggiunto, «non aboliti. Quando la casa sarà ricostruita o ridata alle famiglie ricominceranno a pagare i mutui. Nessuno avrà due mutui. Anzi, avranno la casa ricostruita e più bella. Se il singolo non ricostruirà la casa allora lo Stato darà loro la casa ricostruita». Per il premier, inoltre, «dalla sinistra anche sul terremoto sono arrivate critiche che non hanno nessun fondamento, anche perché noi ricostruiremo senza mettere le mani nelle tasche degli italiani. Mentre dal Pd arrivano solo bugie infondate». «Il 29 settembre», dice soddisfatto Berlusconi, «data fatidica per me visto che ci sono nato, vorrei andare a L'Aquila a consegnare gli appartamenti. Voglio riuscire in questo miracolo: seguiremo il cronoprogramma stabilito». «Non vi posso anticipare nulla», ha detto ancora il premier, «ma vi dico che giovedì sarò all'Aquila e farò una conferenza in cui annuncerò una cosa bellissima per l'Università dell'Aquila e per la ricerca. Vi do appuntamento quindi a giovedì pomeriggio». Poi una ironia verso il segretario nazionale ddel Pd Dario Franceschini. «Non c'è una cosa che dice la sinistra che è vera», ha polemizzato il premier «ad un mio amico ho detto che con "un Franceschini al giorno si tolgono i democratici di torno"», ha affermato Berlusconi, replicando alle critiche rivolte dal Pd in merito all'uso dei fondi per il terremoto. Il presidente del conssiglio ha poi parlato dell'organizzazione del prossimo G8. «Nella cittadella dormiranno le delegazioni e stiamo lavorando per sistemare le varie stanze che si aggiungeranno alle mille già esistenti. Stiamo anche cercando altri siti per far ammirare le bellezze dell'Abruzzo». «Io», prosegue, «non conoscevo molto l'Abruzzo ma ora me ne sono entusiasmato. Ho capito che in Abruzzo è vero quello che diceva Benedetto Croce, e cioé che non possiamo non dirci cristiani. Ogni duecento metri infatti c'é un segno della cristianità».
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