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Data: 06/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - «Diteci quanti soldi ci sono» La Marcegaglia: sì alla zona franca e più spazio agli enti locali

Contro le infiltrazioni mafiose le aziende firmeranno un protocollo di legalità prima delle gare d'appalto

L'AQUILA. Il decreto legge Abruzzo da rivedere in alcune sue parti e piena sintonia con le autonomie locali «che dovranno ricoprire un ruolo da protagoniste nella ricostruzione dell'Aquila». Il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, ieri all'Aquila, preannuncia un suo incontro con Silvio Berlusconi, per discutere di modifiche al decreto. La presidente, inoltre, ha visitato il centro storico e la frazione di Onna e ha potuto constatare di persona gli effetti del sisma.
Il presidente di Confindustria ieri ha incontrato gli imprenditori nell'azienda farmaceutica Dompé. Insieme a lei Riccardo Marrollo, presidente regionale di Confindustria, e il presidente della Regione, Gianni Chiodi. Molte convergenze anche nell'incontro con la presidente della Provincia, Stefania Pezzopane, con il sindaco Massimo Cialente e con Chiodi. «Chiediamo», spiega la Marcegaglia, «il riconoscimento dell'area come zona franca, con una robusta defiscalizzazione. È già accaduto e il percorso è fattibile; come Confindustria ci impegneremo con una richiesta alla Commissione europea, così come sulla necessità di garantire finanziamenti agevolati in conto capitale alle aziende che devono ripartire. Il 60 per cento delle imprese ha ricominciato, sappiamo che gli abruzzesi sono tosti e noi li supporteremo. Agevolazioni vanno riservate anche alle aziende del settore turismo. Far rientrare l'Abruzzo nell'obiettivo 1 è giusto, ma perché ciò avvenga è necessario l'ok di 27 Paesi e quindi il percorso è accidentato». Secondo la Marcegaglia «va fatta chiarezza nel decreto sull'entità dei soldi da spendere subito, perché qui bisogna ricostruire tutto. Inoltre, va concesso maggiore spazio agli enti locali attraverso una "governance". È giusto che ci sia un coordinamento centrale da parte della Protezione civile, che ha fatto un lavoro egregio in questo mese, però un po' da tutti è stata espressa la necessità che ci sia un coinvolgimento delle istituzioni locali». Terzo punto focalizzato è la ricostruzione, con particolare attenzione all'università e con un obiettivo preciso: indurre le imprese a restare nel territorio e anzi a investire ancora di più.
«Questa sarà una ricostruzione che farà scuola nel mondo», ha detto la presidente di Confindustria, «perché mai un terremoto ha colpito una città di 65mila abitanti, capoluogo di provincia e di regione. Noi, come Confindustria, metteremo a disposizione il know-how e l'esperienza fatta in Sicilia nelle fasi di accertamento prima del conferimento dei lavori. É ferma la nostra volontà di agire nel massimo rispetto di tutto. Si tratta di ricostruire avendo ben presente le tecniche più avanzate, più sicure; dovranno esserci processi trasparenti, sicuri, con regole antisismiche ma non solo quelle. La trasparenza sarà essenziale».
Prima di ripartire gli incontri con Guido Bertolaso e con il procuratore Alfredo Rossini. Confindustria si è messa a disposizione della Procura dell'Aquila e del gruppo interforze centrale per l'emergenza e la ricostruzione, per prevenire le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post terremoto e ha proposto la firma di un protocollo di legalità da parte delle imprese che parteciperanno agli appalti per la ricostruzione».

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