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Pescara, 26/04/2026
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Data: 07/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Cialente: «Volevano trasferire tutti i dipendenti pubblici». Ordinanza revocata nella notte. Bertolaso: un errore rivelarlo

L'AQUILA - Un secondo terremoto: l'ha chiamato così il sindaco Massimo Cialente, l'ha evitato martedì notte dopo un fitto scambio di telefonate con Gianni Chiodi e col sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. «Volevano deportare gli aquilani, annullare la città e tutti i suoi sforzi»: secondo il primo cittadino nell'ordinanza della presidenza del consiglio dei ministri numero 3762 del 4 maggio scorso, all'articolo 11, si stabiliva che "tutti gli uffici pubblici dell'Aquila vengono trasferiti in città limitrofe in altri uffici esterni al capoluogo". «In questo modo avrebbero annullato ogni speranza di ricostruzione, avrebbero scoraggiato tutti noi - ha aggiunto Cialente - Sia chiaro: io non spero di vedere L'Aquila ricostruita, ma lo sforzo lo stiamo facendo per i nostri figli». Nell'ordinanza si parlava di trasferimento per tutti i dipendenti pubblici, del Comune, della Provincia e delle Asl.
L'ordinanza è stata revocata in tutta fretta nella notte, prima della pubblicazione che sarebbe dovuta avvenire ieri mattina, come riferisce Cialente, grazie all'intervento di Gianni Letta. «Credo che sia stato un mero errore. Chiedo nel nome di tutti i nostri morti, nel nome di chi sta in tenda, che da oggi in poi ci sia più attenzione. Sono sicuro che Bertolaso non ne sapesse nulla, come non ne sapeva nulla Chiodi». Secondo la Regione, il provvedimento è nato dalla necessità di far tornare al lavoro circa tremila dipendenti, in particolare medici, paramedici e impiegati della Asl. Per Chiodi «quanto è successo è strumentalizzabile ma l'unica volontà era solo quella di dare possibilità di lavoro a persone a cui viene pagato lo stipendio. In questo momento non si può ferire la sensibilità di nessuno e risolveremo il problema in altro modo. Per ora l'ordinanza è stata giustamente bloccata». Bloccata in seguito al pressing di Cialente, del ministro ombra della Giustizia per il Pd Lanfranco Tenaglia e del parlamentare Giovanni Lolli, che ne hanno parlato dettagliatamente alla fine del consiglio regionale.
La pensa diversamente il sottosegretario Guido Bertolaso: «E' stato un errore, e il sindaco poteva evitare di dirlo. Averlo sbandierato in questo modo e nell'occasione del consiglio regionale solenne, è stata una grave leggerezza». «Nessuna funzione verrà trasferita dall'Aquila, nemmeno temporaneamente, e non c'è alcun atto che possa far presupporre il contrario - dice il coordinatore del Pdl Filippo Piccone - Se davvero l'opposizione vuole contribuire alla ricostruzione, la smetta di creare insicurezza agitando fantasmi che non esistono, e di infierire per meri fini di parte sul disagio delle popolazioni colpite».

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