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Data: 07/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Chiodi: «I soldi ci sono» Il presidente: il decreto cambierà. Lusi: subito i fondi

Gli indennizzi anche per le aziende distrutte e i lavoratori autonomi

L'AQUILA. Un rimborso del cento per cento per le case distrutte. Dopo giorni di pressioni e polemiche da parte dei sindaci, dei partiti e, soprattutto dell'opinione pubblica, arriva la svolta sugli indennizzi. Il primo annuncio che il decreto legge che prevedeva solo 150 mila euro per la casa distrutta e 80 mila per la ristrutturazione, andava cambiato è arrivato con lo slitamento di un giorno per gli emedamenti al decreto.
La data è stata spostata da oggi alle 12 a domani alle 13. Il Consiglio dei ministri ha dato poi mandato al premier Berlusconi di presentare tre emendamenti al decreto sul terremoto; il primo riguarda proprio i contributi alla ricostruzione della prima casa; il secondo i poteri del sindaco e presidente della Regione sulla ricostruzione, il terzo è relativo al ruolo di Fintecna, la società che si occuperà dei mutui e rimborsi. Alle 12 di ieri è arrivata poi una dichiarazione rassicurante del presidente della giunta Gianni Chiodi. «Chiedo e credo che il rimborso per la casa e le strutture lavorative sarà del 100 per cento. I soldi ci saranno e saranno sufficienti».
Da Roma il senatore del Pdl Andrea Pastore che ha il compito di verificare i «profili costituzionali» del decreto per l'Abruzzo fa sapere che ci sarà anche il capo della protezione civile Bertolaso. «Terremo un'audizione sul lavoro della protezione civile, du quello fatto e di cosa si dovrà fare». A Roma ci sarà anche Chiodi che da ieri sera ha avuto incontro con i dirigenti legali di alcuni ministeri, per dipanare la burocrazia post-terremoto. «Le questioni tecniche sono complesse, ma noi confidiamo di avere tutti i fondi per la completa ricostruzione. Il decreto sarà cambiato. Ogni anno ci saranno finanziamenti, per cui ritenere che tutto il fabbisogno sia nel bilancio del 2009 è sbagliato, è importante che ci siano fondi e impegni finanziari anno dopo anno. Posso assicurare che la Regione sta lavorando assieme al Governo e ascolta le proposte dell'opposizione».
Sulle case il nodo da sciogliere sarà come erogare i soldi. Il decreto dovrà stabilirlo, le ipotesi in campo sono due: la forma transattiva dove il proprietario riceve direttamente una somma in modo diretto e rapido, oppure decidere di far verificare il valore dell'immobile da ricostruire con una perizia giurata. Il primo caso permette una procedura snella ma l'immobile potrebbe essere sottovalutato, mentre nel secondo caso, la perizia potrebbe raggiungere il prezzo indicato dal proprietario ma i nodi burocratici allungherebbero di anni il rimborso economico. «Da parte nostra», aggiunge Chiodi, «faremo di tutto per snellire le procedure, ma la perizia avrà comunque un iter più lungo». Tra gli emendamenti saranno precisati anche i ruoli nell'ambito della ricostruzione del sindaco dell'Aquila, Cialente e del presidente Chiodi, ma un capitolo sarà dedicato anche a Bertolaso. «Nella fase emergenziale sarà Bertolaso ad avere i rapporti con i sindaci dei Comuni che hanno subito danni», dice Chiodi, «successivamente nella fase della ricostruzione saranno nominati nuovi delegati che manterranno questi rapporti. D'altra parte è normale che in vicende complesse come un terremoto le normative siano adeguate alle esigenze che si porranno. Ricordo che nelle Marche e nell'Umbria anche a distanza di cinque ci sono stati degli aggiustamenti».
Anche il Pd in queste ore lavora agli emendamenti, ad occuparsene sono i senatori sono Luigi Lusi e Giovanni Legnini.
«L'obiettivo è la riscrittura dell'articolo 3, e noi puntiamo ad una doppia modalità dei rimborsi», spiega Lusi, «con una prima parte di soldi da dare ai cittadini e alle imprese a fondo perduto e una seconda parte di sostegni economici con una anticipazione a tasso agevolato. Per la casa i costi devono essere interamente pagati dallo Stato ma con articolazione diverse. Se si tratta di prima casa il rimborso deve essere al 100 per cento, se poi si tratta di seconda casa l'importo sarà inferiore, questo vale anche per i non residenti che hanno perso casa. Naturalmente è stata fatta una scala di priorità. Stesso discorso per i luoghi di lavoro, che sia una impresa, o si tratta di uffici di lavoro di professionisti o negozi di commercianti. Anche questi interventi saranno articolati sulla base dei danni prodotti dal sisma e sulla base dell'effettiva destinazione del bene distrutto che ha compromesso l'attività lavorativa».

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