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Data: 07/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Casa, rimborso totale. Il capo della protezione civile a confronto con i cittadini sul decreto del governo

Bertolaso a Onna: sui danni interverrà lo Stato. I lavori affidati a ditte locali e non ci saranno enti pubblici a fare da intermediari sulle somme

ONNA. Ha voluto iniziare da Onna il suo giro nelle 160 tendopoli allestite in provincia dell'Aquila dopo il terremoto del 6 aprile. Fra Guido Bertolaso e gli abitanti del paese simbolo del sisma, ieri pomeriggio ci sono state 2 ore di confronto serrato nel corso delle quali il sottosegretario alla Protezione civile ha risposto alle domande degli sfollati.
Bertolaso ha chiarito alcuni aspetti del decreto legge per la ricostruzione (sul quale negli ultimi giorni ci sono state critiche da parte dell'opposizione di centrosinistra e dubbi sono stati espressi anche da esponenti del centro destra) e ha accolto, senza perdere la calma, anche dure critiche che gli sono arrivate da chi in pochi secondi ha perso gli affetti e i beni materiali.
Ecco in sintesi alcuni dei passaggi più importanti delle risposte di Bertolaso agli onnesi.
CASE DISTRUTTE. Bertolaso, annunciando una proposta di modifica del decreto legge, ha detto che chi ha avuto l'abitazione distrutta dal sisma e che quindi dovrà rifarsi la casa, avrà il 100 per cento della spesa sostenuta per la ricostruzione.
Dunque, nessun tetto di 150.000 euro.
Per ogni proprietario che ha perso la casa lo Stato aprirà un conto in banca (per alimentarlo lo Stato accenderà mutui).
L'impresa che ricostruirà la casa (in base a perizie giurate e col rispetto delle normative antisismiche) presenterà all'istituto di credito gli stati di avanzamento del lavoro e sarà pagata.
La ditta sarà scelta dal privato e quindi, ragionevolmente la gran parte dei lavori dovrebbe essere affidata a società locali. Non ci saranno enti pubblici a fare da intermediari.
CASE DANNEGGIATE. Per chi ha la casa con molti danni, ma recuperabile, resta il tetto di 80.000 euro per la risistemazione e questo vale anche per i non residenti che hanno avuto la seconda casa seriamente compromessa.
CASE CON POCHI DANNI. Bertolaso ha annunciato che entro maggio saranno completate le 50.000 verifiche (a oggi si è giunti a quota 30.000) previste nelle abitazioni che si trovano nel cosiddetto cratere (l'area colpita dal sisma).
Per le case agibili che hanno danni lievi basterà presentare al Comune una perizia giurata firmata da un tecnico, il Comune la dovrà approvare e fatti i lavori sempre il Comune pagherà la somma prevista (si parla di cifre dai 1.000 ai 5.000 euro).
In questo modo, ha detto ancora Guido Bertolaso, molti potranno rientrare nelle loro case.
La protezione civile si impegna anche a pagare i tecnici che stanno lavorando al ripristino di fornitura di luce, acqua e gas.
MUTUI. Uno degli abitanti di Onna ha chiesto a Bertolaso: ho stipulato un mutuo per ristrutturare una casa, i lavori erano terminati ma il terremoto ha distrutto tutto, devo finire di pagare il mutuo? Bertolaso ha risposto che il mutuo sarà rilevato (e quindi se lo accollerà) dalla Fintecna (società controllata dal ministero del tesoro).
Il proprietario della casa distrutta potrà ricostruire in base alle procedure valide per tutti coloro che hanno perso l'abitazione.
CASE PROVVISORIE. Bertolaso ha confermato l'obiettivo di far uscire tutti dalle tende entro l'autunno (ha parlato di un periodo dal 15 settembre al 30 ottobre).
E questo, per quanto riguarda Onna, avverrà grazie a casette di legno da realizzare nelle vicinanze dell'abitato.
Gli onnesi hanno detto no alle case di legno modulari (una sorta di condomini).
Il sottosegretario ha parlato anche del possibile utilizzo di appartamenti, attualmente vuoti, che potrebbero ospitare gli sfollati.
La protezione civile si accollerà le spese di affitto.
MACERIE DA RIMUOVERE. Bertolaso su sollecitazione degli onnesi ha detto che i vigili del fuoco resteranno nelle zone terremotate almeno fino al 31 dicembre con possibilità di ulteriori proroghe.
Che il loro compito sarà prima quello di recuperare tutto ciò che è possibile da sotto le macerie e di mettere in sicurezza le strade principali dei paesi terremotati (cosa che sta già avvenendo).
La rimozione totale delle macerie sarà un passo successivo che presenta anche difficoltà oggettive.

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