«Ci troviamo di fronte all'idea di un nuovo modello sociale, diversificato per settori e realtà territoriali»
ROMA. «Questo Libro Bianco, frutto del mancato confronto con le parti sociali, sarà anche ambizioso, ma non lo condividiamo nella sostanza. Anche perché il governo ha annunciato che metterà mano a pensioni, ammortizzatori sociali e articolo 18 non appena la crisi si sarà allentata». Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, attacca il Libro Bianco sul welfare anche se un giudizio complessivo sarà espresso «dopo attenta valutazione». Il ministro afferma che nasce dal dialogo sociale. «Dopo la presentazione a luglio del primo testo, il cosiddetto Libro Verde, era stata prevista una consultazione pubblica».
«Di tre mesi. Che non c'è stata. Niente dialogo e percorso di partecipazione che conferma la volontà del governo di considerare residuali le forze sociali».
Non è che il vostro è un pregiudizio?
«Nessun pregiudizio ma una valutazione preoccupata su quello che il governo ha intenzione di fare. Ci troviamo di fronte all'idea di un nuovo modello sociale basato sul concetto di stato minimo e diversificato per settori e realtà territoriali, sull'individualismo e su un ruolo esagerato della bilateralità, sostitutiva e non integrativa, dell'intervento pubblico».
Si tornerà alle gabbie salariali?
«Formalmente il ministro lo nega, ma si accentueranno gli squilibri esistenti tra le diverse aree e le diverse funzioni all'interno del Paese: i più deboli saranno ancora più deboli e indifesi perché sarà sostituito il modello universale con quello neocorporativo».
Nel Libro Bianco si prefigura un nuovo welfare e si riscrivono le regole per i licenziamenti.
«C'è poi il tentativo di ridefinire il modello sociale, produttivo e sindacale dei prossimi anni. Di che segno saranno questi provvedimenti lo abbiamo già visto con la Finanziaria che ha tagliato welfare e scuola. I prossimi passi saranno la deregolazione di forme e tipologie del lavoro».
Si apriranno possibilità nuove per i giovani?
«Assolutamente no, si riducono le tutele e si teorizza il precariato. Pensi che viene persino tutelata l'anzianità di servizio per chi già lavora: quale può essere dunque la tutela per i giovani, che prospettiva si offre?».
Lo Statuto dei lavori immagina un sistema di protezione sostanziali e non formali. Che cosa significa?
«Parole che non significano molto se collegate ai meccanismi sbagliati che il governo ha messo in campo in questi mesi, funzionali al progetto del Libro Bianco. Che risposta nuova può esserci se considerano il welfare come un business da privatizzare in parte?».
Aumento dell'età pensionabile, libertà di licenziare e via l'articolo 18. Lo scontro è solo rinviato?
«Si sono fermati soltanto per la crisi, ma vogliono arrivare a questo. Sappiano però che la Cgil era e resterà contraria a colpi di mano contro i diritti dei lavoratori». (v.l.)