MILANO. «Vagoni del metrò riservati ai milanesi». In alternativa: «Carrozze per extracomunitari e per donne». Non potevano che essere della Lega le ultime trovate arrivate ieri da Milano: la prima porta la firma di Matteo Salvini, capogruppo del Carroccio in Comune e candidato alle europee, la seconda di Raffaella Piccinini, candidata alla Provincia. Ed è subito polemica da un capo all'altro della penisola.
Per lanciare quella che più tardi, sulla scia delle inevitabili polemiche, ridimensionerà a «provocazione», Salvini ha scelto piazza della Scala e la presentazione dei candidati leghisti alle provinciali. «Prima c'erano i posti riservati agli invalidi, agli anziani e alle donne incinta - ha detto - Adesso si può pensare a quelli riservati ai milanesi». Una proposta che ha fatto seguito a quella di Raffaella Piccinini, candidata della Lega Nord alla Provincia di Milano: «Vagoni per sole donne e per extracomunitari».
Rispetto «alle giuste lamentele espresse dalla nostra candidata - ha poi spiegato Salvini - che ha ricordato come le donne non possano più sentirsi sicure su alcune linee dei mezzi pubblici a Milano, causa l'invadenza e la maleducazione di molti extracomunitari che non hanno alcun rispetto delle donne, ho proposto di riservare dei posti alle milanesi».
Ha quindi tenuto a precisare che si trattava solo di «una battuta, una provocazione» mentre la sua vera richiesta è quella di «riservare le prime due vetture di ogni convoglio del metrò alle donne, italiane o no». Una retromarcia quindi anche se Salvini resta convinto che «andando avanti così le cose saremo davvero costretti a chiedere dei posti da assegnare alle persone per bene».
Ma i dietrofront non bastano a fermare le polemiche. Per il segretario del Pd, Dario Franceschini, le parole di Salvini confermano la giustezza delle critiche al decreto sicurezza, da lui accostato alle leggi razziali del 1938. «Questa proposta va oltre la fantasia - ha detto Franceschini - Non c'è dubbio che il paragone con le leggi razziali è pertinente. Quando si introduce il reato di clandestinità, quando i bambini che vanno a scuola o i malati che vanno all'ospedale rischiano di essere denunciati, non si possono che evocare quelle leggi».
E mentre il ministro dell'Interno Roberto Maroni difende il decreto e definisce «una vera e propria idiozia» le accuse di Franceschini, Salvini si trova in poche ore al centro di polemiche bipartisan. Massimo Donadi dell'Italia dei Valori parla di «proposta vergognosa e razzista», Paolo Ferrero di Rifondazione di «proposta squallidamente razzista, becera e incivile» e per Claudio Fava di Sinistra e Libertà «siamo ormai all'imbecillità». E se nel Pdl qualcuno minimizza parlando di «battuta», il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, prende invece le distanze in una nota: «Nessuno può condividere questa proposta».