ROMA. Si avviano a diventare norme giuridiche vincolanti, i principi contenuti nel cosiddetto ddl «antifannulloni»: ieri il consiglio dei ministri ha infatti approvato lo schema di decreto legislativo che dà attuazione alla delega contenuta nella legge per l' «ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni».
Un provvedimento «per la meritocrazia nella p.a.» ha sintetizzato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi; una «rivoluzione copernicana al servizio del cittadino» l'ha definita il ministro della funzione pubblica, Renato Brunetta, annunciando che potrebbe essere operativa già da giugno. Il provvedimento, che ora verrà trasmesso alle parti sociali, attraverso il Cnel, alla Conferenza unificata e alle Commissioni parlamentari per il parere, diventerà legge solo dopo questi passaggi e la definitiva approvazione in Consiglio dei ministri. Ma già i sindacati sono sul piede di guerra: e non solo la Cgil, che già non ha firmato le intese separate delle altre organizzazioni con il ministro Brunetta. Anche la Cisl, infatti, invita il governo a «tornare indietro» minacciando «forti proteste contro questa iniziativa arbitraria»; la Rdb Cub avvia subito le procedure per indire uno sciopero generale. «Siamo molto irritati per questa invasione di campo della politica che, su una partita come quella del pubblico impiego se la canta e se la suona» tuona il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, secondo il quale «le riforme nel lavoro e nel pubblico impiego si fanno attraverso discussioni trasparenti tra governo e sindacato: o Berlusconi torna indietro o - avverte - noi protesteremo fortemente contro questa iniziativa arbitraria».
Anche la Cgil denuncia la «totale» assenza di confronto non solo con il sindacato, ma anche con il sistema delle amministrazioni locali: «nulla di nuovo da parte del ministro Brunetta, ma per quel che riguarda gli altri ministri federalisti?» si chiede responsabile del dipartimento Settori pubblici, Michele Gentile, augurandosi che «ora tutti i sindacati, chiedano un confronto urgente, certo non in sede Cnel».
Il provvedimento è stato annunciato ieri dopo il cdm dallo stesso premier, il quale ha spiegato che si tratta, di misure che puntano a combattere «le inefficienze, a premiare il merito e a esigere rendicontazioni obbligatorie da parte dei dirigenti». Per «rimediare» agli «sprechi e alle inefficienze», dice ancora Berlusconi, occorre una «riorganizzazione» del pubblica amministrazione».