«C'è il precedente dell'apartheid, sono proposte lesive della Costituzione»
ROMA. «Certe proposte non si fanno perchè sono lesive della Costituzione e delle persone, qualsiasi sia il colore della pelle, la razza e la lingua». All'indomani della trovata del leghista Matteo Salvini sui vagoni della metropolitana milanese da destinare ai soli milanesi, arriva la dura condanna del presidente della Camera, Gianfranco Fini. «E' una proposta che non può essere accolta - spiega - perchè viola uno dei principi fondamentali della costituzione e anche la carta dei diritti universali dell'uomo che è il principio di non discriminazione. Ci sono precedenti storici come l'apartheid in Sudafrica. Non credo che Salvini pensasse a questo ma quella proposta è una boutade che non può e non deve essere presa in considerazione ma va respinta con forza».
E se il premier Silvio Berlusconi minimizza («E' una battuta che non ha alcun fondamento»), altri esponenti del Pdl criticano invece con fermezza l'uscita del candidato del Carroccio alle europee. «La proposta di Salvini o è una becera provocazione o è una bestialità politica» dichiara Italo Bocchino, presidente vicario del Pdl alla Camera. «Quella di Salvini è la stecca nel coro di un piano serio e articolato sull'immigrazione» sostiene poi Gianfranco Rotondi, ministro per l'Attuazione del programma. E anche per il sottosegretario Stefania Craxi «provocazioni come quelle di Salvini sono gravi e offendono la storia stessa del nostro Paese». Critiche che arrivano anche Giancarlo Giorgetti, segretario della Lega Lombarda: «Matteo Salvini ha proprio esagerato. Per due giorni è meglio che non parli». E in effetti ieri Salvini, ha scelto il profilo basso. «Siamo di fronte a polemiche inesistenti e infondate - ha detto - Il mio era un paradosso come poteva facilmente intuire chiunque e quindi la questione per me è chiusa».
Tra giovedì e ieri sul movimento di Umberto Bossi sono piovute critiche non solo per la «provocazione» di Salvini, ma anche per la questione del respingimento dei barconi degli immigrati e per il Decreto sicurezza. Insomma alla vigilia degli Stati Generali che la Lega Nord terrà oggi e domani a Vincenza con la partecipazione di Bossi e di tutti i ministri leghisti, il Carroccio ha affrontato l'ennesima edizione del «soli contro tutti» della sua trentennale storia. Sotto il fuoco degli attacchi dell'opposizione, della Chiesa e perfino da settori degli alleati del Pdl, i vertici leghisti replicano però con il silenzio e senza fare passi indietro. «Ci sparano contro? Ben venga - dice l'eurodeputato Erminio Boso - Non si ricordano che più ci sparano addosso più cresciamo? Più consensi prendiamo? Perchè parleremo pure in modo poco fine ma la gente capisce bene che lavoriamo per loro, per sollevare i problemi che gli stanno a cuore».