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Data: 09/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - La lista è pronta: 62 costruttori. Aquilani, pescaresi e napoletani: da questi usciranno gli indagati

Lunedì altri tredici sopralluoghi nel centro storico per scoprire altri nomi dietro crolli e morti

L'AQUILA. I costruttori sono sessantadue, sono quasi tutti dell'Aquila e Pescara, pochi del resto d'Abruzzo e due di Napoli, uno dei quali è fallito oltre vent'anni fa. I loro nomi sono già su un elenco in mano al procuratore della Repubblica Alfredo Rossini e al sostituto Fabio Picuti. Sono costruttori che hanno realizzato i palazzi crollati all'Aquila, tutti identificati alla fine dei sopralluoghi della polizia scientifica, della Squadra mobile e dei carabinieri.
Nessuno di loro, fino a ieri mattina, era però indagato per omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Ma da questa lista - che da lunedì si allungherà a 75 nomi - usciranno «presto, prestissimo», come ha annunciato Rossini, «le persone che hanno aiutato il terremonto a creare i morti». Trecento morti.
Costruttori che hanno messo più acqua che cemento nei pilastri del palazzo. Che hanno lucrato sul ferro delle colonne. Che hanno realizzato con imperizia e negligenza le case di cartapesta.
ALTRI 13 NOMI. L'elenco dei possibili indagati nasce da 140 sopralluoghi sui luoghi del disastro, eseguiti dagli uomini della Squadra Mobile, guidati da Salvatore Gava e dai carabinieri, coordinati dal colonnello Pietro Di Censo.
Ma da lunedì l'inchiesta sulla catastrofe d'Abruzzo si allargherà con altri tredici sopralluoghi - quindi con altri tredici nomi di costruttori - che avverranno tutti nel centro storico della città. Ciò significa che i tempi previsti dalla procura per arrivare alla fase importante delle prime iscrizioni sul registro degli indagati si allungano, nonostante le parole dette appena due giorni fa da Rossini.
LI HANNO INDIVIDUATI. «Abbiamo individuato chi ha creato i palazzi crollati. Presto scopriremo chi di loro ha aiutato il terremoto a creare morti», ha dichiarato il procuratore, aggiungendo: «Abbiamo in mano un'inchiesta complessa, con 140 sopralluoghi, ma siamo molto avanti. Usciamo dalla logica della resposabilità diffusa. Presto, prestissimo entreremo nella fase istruttoria», cioè l'attesa lista degli indagati.
Ma a stabilire i tempi sono i consulenti della procura, guidati dall'ingegner Francesco Benedettini di Teramo, affiancato dai colleghi Antonello Salvatori dell'Aquila, Danilo Ranalli di Sulmona, dai vice questori aggiunti della Forestale Maurizio Sista e Mauro Macino, entrambi ingegneri esperti in strutture di cemento armato, e da due geologi che si occupano di «effetti di sito», di cosa c'è sotto i palazzi crollati.
GLI ESPERTI. E' un pool di esperti quello che, in queste ore, studia i campioni di cemento oppure di malta custoditi in un capannone nell'area industriale di Bazzano che è guardato a vista, 24 ore su 24, da una pattuglia dei carabinieri per evitare che qualcuno tenti di cancellare le prove principali dell'inchiesta.
Sono tutte già schedate: dalle colonne della Casa dello studente, alle travi del palazzo al civico 123 o del 79, di via XX Settembre, ai campioni di cemento armato prelevati dai pilastri dell'ospedale San Salvatore.
«Solo dalle consulenze si potranno ricostruire i fatti», dice un investigatore, «e decidere quali dei 62 costruttori sarà subito iscritto nel registro degli indagati». Ma i tempi si allungano.
I 4 CASI PRINCIPALI. Saranno 140 i fascicoli, ma per quattro di essi il traguardo è più vicino.
«L'indagine si basa su priorità», ha detto il procuratore Rossini già dal primo giorno dell'inchiesta sui morti e sui crolli. Le priorità sono quattro.
Al primo posto c'è la Casa dello studente che, sotto le macerie, ha sepolto otto universitari: Davide Centofanti, Luca Lunari, Marco Alviani, Luciana Capuano, Alessio Di Simone, Francesco Maria Esposito, Huseim Hamade e Angela Pia Cruciano.
In questo filone è determinante la testimonianza di una ragazza di Corigliano Calabro, scampata alla morte, sul cui nome la polizia per ora chiede riserbo. E' invece l'avvocato Maurizio Cora, che ha perso la moglie e due figlie, il testimone chiave del crollo di una parte, quella di destra, del palazzo al civico 79 sempre di via XX Settembre, una tomba per nove aquilani, tra i quali anche il medico Dante Vecchioni.
Il terzo fascicolo su cui la procura punta è quello dei 27 morti in via Campo Di Fossa, dove ha perso la vita il campione aquilano di rugby Lorenzo Sebastiani che aveva 20 anni e un futuro in azzurro.
L'ultima priorità riguarda via Luigi Sturzo e le sue vittime. Anche ieri mattina i parenti di due di queste si sono rivolti alla divisione anticrimine della questura che sta raccogliendo e restituendo gli oggetti trovati fra le macerie. Le foto, i computer, i vestiti, che non faranno morire tra quei ruderi anche il ricordo di un figlio oppure di un genitore che non c'è più.
SENTITO UN AVVOCATO. E' l'ultimo dei testimoni sentiti ieri dai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria, è l'avvocato Giuseppe Aliotta.
Oggetto dell'interrogatorio una controversia civile avviata dallo stesso Aliotta contro la società Edil Belvedere che ha realizzato il nuovo palazzo situato tra quello crollato e un altro solo lesionato. Un'azione civile, partita prima del terremoto, nella quale si contestavano una eccessiva volumetria e distanze fuori norma tra l'edificio della Belvedere e quello rimasto in piedi.
Sono state consegnate da Aliotta (e acquisite agli atti) due perizie, tra le quali una disposta dal giudice di quella controversia, che depongono a favore dei ricorrenti.
Nei giorni precedenti è stato ascoltato anche l'inquilino che ha avviato quella causa tramite l'avvocato Aliotta, il quale ha affermato che in seguito alla nuova costruzione ebbe una vistosa crepa in casa e fece costruire un muro di contenimento su consiglio di un ingegnere. Anche questo entra nell'inchiesta.

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