L'AQUILA - Non sembra stanco, eppure è sul "campo di battaglia" da più di un mese e salta da una riunione all'altra con grande disinvoltura. Passate l'emergenza e la coesione della prima ora, incomincia anche a diventare il bersaglio scelto di un dibattito politico sempre più incalzante e "feroce". Il capo della Protezione civile, Guido Bertolaso, fa "spallucce" e va avanti incurante: «Non sento critiche concrete e serie, sono polemiche astratte». «Nel nostro Paese c'è una grande voglia di farsi del male da soli» dice quasi rassegnato e aggiunge: «Non c'è più la coesione del primo mese ed è anche giusto che ognuno esprima posizioni differenti, ma io sono un funzionario dello Stato e ho a cuore soltanto i problemi dei terremotati». Poi ha uno scatto di orgoglio: «Ho idee mie, se mi dimostrano che sono sbagliate, posso fare marcia indietro, altrimenti per me contano soltanto i giudizi dei 65.000 sfollati».
Bertolaso parla con Il Messaggero al termine di una giornata che lo ha visto riferire, in mattinata, alla commissione ambiente del Senato, dove giovedì avevano parlato tanto i sindaci dei comuni terremotati quanto il ministro Tremonti, e dove è in corso l'esame del decreto con l'opposizione fortemente critica contro "il balletto di cifre" del governo. Berlusconi, atteso ieri all'Aquila, ha annullato la visita, ma è tornato comunque sul tema terremoto da Palazzo Chigi: il limite dei 150mila euro- è la precisazione del premier - potrà essere superato «con la presentazione di perizie giurate e firmate da parte dei tecnici».
Allora, copertura integrale e a fondo perduto dei costi di ricostruzione e di riparazione?
«Le affermazioni di Berlusconi hanno chiarito che non esistono contraddizioni: sarà garantita l'intera copertura per la prima casa».
Ma qualche perplessità sulle modifiche al decreto è affiorata: la posizione del governo è quella di Bertolaso o di Tremonti?
«Di entrambi. E in Commissione si lavora benissimo tutti insieme. Tremonti dice che i 150.000 euro possono essere aumentati secondo necessità, l'obiettivo è di raggiungere il 100 per cento. Non esistono conflittualità e lavoriamo in pieno accordo, ma c'è chi vuole vedere qualcosa che non esiste».
Qual è la linea di intervento per il recupero del patrimonio edilizio privato nel centro storico, costituito in buona parte da palazzi antichi vincolati e di prestigio?
«Il professor Luciano Marchetti, che è una grande esperto, è stato nominato vice commissario proprio per questo. Con lui e con il sindaco Massimo Cialente saranno gettate le basi per uno studio approfondito sul centro storico. Sarà elaborato un progetto di recupero, dopo la fase del puntellamento e della messa in sicurezza degli edifici a rischio. Il centro storico sarà restituito com'era».
Quali poteri hanno i sindaci dei 49 Comuni? Lei ha detto che avrebbe anche potuto lasciare l'incarico il 6 maggio a conclusione dell'emergenza.
«Esatto, ma i sindaci sono i vice Bertolaso in ciascuno dei Comuni. Io posso stabilire le direttive, gli interventi sono di loro competenza. Di chi pensa sia la responsabilità delle demolizioni e dei puntellamenti nei diversi Comuni? Sono i sindaci a essere responsabili. Dicono che non hanno finanziamenti e strutture tecniche? Individueremo le strutture e daremo i finanziamenti. Francamente mi sembra che esista una carenza di informazione su questo punto: non abbiamo alcun intento di commissariare o di sostituirci agli enti locali, vogliamo solo aiutarli».
Lei ha detto: "Se il presidente del Consiglio si chiama in un modo o in un altro, non è un mio problema, io sono all'Aquila per i terremotati". Sembra un déjà vu, un ritorno a Napoli quando poi lei lasciò l'incarico.
«Ma no, non voglio riferirmi a precedenti esperienze. Solo che ho l'impressione che il dibattito si stia spostando sul piano politico. Io sono un tecnico e ho il compito di aiutare le persone a tornare a casa. Non sono qui per far fare bella figura al premier, ma solo per aiutare la gente. Se la Protezione civile farà bene il proprio lavoro, è chiaro che il Governo se ne assumerà il merito».
Quali sono i tempi per gli indennizzi ai privati e alle aziende? Se oggi un cittadino provvede ai lavori per rientrare a casa, cosa dovrà fare poi per avere i soldi?
«I tempi saranno chiariti con due ordinanze. La prima, per la ricostruzione "leggera", sarà emanata dopo che il decreto legge sul terremoto sarà uscito dal Senato; la seconda, relativa alla ricostruzione "pesante", verso il 26 - 27 giugno. Noi verseremo i soldi in banca; il cittadino dovrà certificare il lavoro e chi lo ha realizzato riscuoterà direttamente in banca».
Suscita perplessità il ruolo della Fintecna.
«È una società al 100 per cento dello Stato, ministero dell'Economia, ed è una "servostruttura" di consulenza per definire mutui, cessione di mutui, interventi su richiesta».
Seicento emendamenti: potrebbero ritardare l'iter del decreto?
«Sono troppi, speriamo in un rapido screening. Quelli inutili siano accantonati subito e nessuno faccia operazioni per ritardare l'iter. Penso che il terremoto non sia nè di destra, nè di sinistra, e la gente meriti un appoggio bipartisan».