L'AQUILA - Hanno i volti segnati dal dolore. «Tutti pensano alla ricostruzione e i nostri figli sono già dimenticati», dice amaro il padre di un ragazzo che è morto sotto le macerie della casa dello studente. I parenti delle vittime del terremoto sfilano sotto la tenda della Cgil, nel campo di Coppito. Cercano un appiglio, una speranza che possa lenire il dolore: chiedono giustizia, vogliono sapere se le case che hanno travolto i loro figli sono state costruite bene o se invece qualcuno ha sbagliato. Una possibilità gliela offre la Federconsumatori, da ieri a disposizione per garantire assistenza nella battaglia legale. Nella tenda fa caldo, ma il clima ben presto diventa rovente. Si alza un padre, sventolando un dossier della Regione del 2006: «C'è scritto - grida - che per l'adeguamento strutturale di Ingegneria servivano 13,5 milioni di euro, per Scienze addirittura 18,8. Perché questo studio è stato ignorato? Perché l'Università non è stata chiusa in anticipo? I nostri ragazzi sono stati tenuti in città come ostaggi per motivi esclusivamente economici». La rabbia monta, soprattutto tra chi ha perso i figli nel crollo della casa dello studente, come il papà di Alessio Di Simone, di Penne: «Mi raccontava delle crepe sui muri - ricorda - ma scherzava sulla cosa, era tranquillo. Però aveva visto quella maledetta colonna che trasudava umidità». Anna Maria ha perso l'unico figlio, Francesco Maria Esposito: «Quella notte è andato alla casa dello studente, a dormire con la fidanzata che aveva paura. Mi raccontava che c'erano crepe, ma tutti lo avevano tranquillizzato. I colpevoli chiedano perdono».
Non solo. Tanti giovani hanno perso la vita nella abitazioni private. C'è chi parla di sabbia nei pilastri, di piani costruiti abusivamente uno sull'altro, di ampliamenti irregolari. Ognuno racconta il suo dramma. Molti si abbracciano, si tengono per mano, piangono. Federconsumatori ha affidato la questione a uno studio legale di Bologna. «L'inchiesta verrà divisa in singoli fascicoli, uno per ogni immobile - dice l'avvocato Alessandro Gamberini - È giusto evitare un maxi processo, ma non aspettiamoci tempi brevi, nè vita facile». L'associazione metterà a disposizione consulenti ed esperti di parte. «Da oggi comincia una nuova fase - dice il vicepresidente di Federconsumatori, Francesco Avallone - Nessuno deve dimenticare: la Procura sappia che saremo vigili. Non c'è futuro senza il rispetto della memoria».