Sfidanti dimezzati rispetto allo scorso anno, in campo anche Acerbo e D'Amico
PESCARA. Il numero delle liste è lo stesso, 19, ma il numero dei candidati sindaci si è dimezzato. Appena un anno fa, erano stati dieci gli sfidanti dell'uscente Luciano D'Alfonso, per un totale di undici contendenti: il 6 e 7 giugno, invece, a incrociare le preferenze nella contesa elettorale saranno sei candidati. Di questi, due sono alla seconda corsa consecutiva: l'uomo del Pdl Luigi Albore Mascia e l'outsider Stefano Murgo, della lista Pescara a cinque stelle - Amici di Grillo.
Degli avversari di allora, alcuni, come Carlo Masci, Gianni Teodoro o Lorenzo Valloreja, si sono riaggregati attorno al Pdl, altri sono scomparsi dalla scena, creano uno scenario meno frammentato, che eviterà una eccessiva dispersione del voto. A conti fatti, però, il gioco sarà a due. In campo, i contendenti di maggior peso sono il candidato del centrosinistra Marco Alessandrini e quello del centrodestra Luigi Albore Mascia, entrambi avvocati, entrambi giovani.
Alessandrini, 38 anni, è un volto nuovo ed emergente della politica: figlio del giudice Emilio Alessandrini, ucciso a Milano nel 1979 da un commando di Prima linea, è arrivato a Palazzo di città nella primavera scorsa come consigliere comunale per poi essere nominato assessore alle Risorse del mare e alle Politiche giovanili. È il candidato fortemente sostenuto dalla segreteria nazionale del Pd: nella difficile campagna del dopo-D'Alfonso, sarà accompagnato da Partito democratico, Italia dei Valori, Sinistra per Pescara (Sinistra democratica, Comunisti italiani e Verdi), Pescara città ponte e Patto riformista (i socialisti di Gaetano Cuzzi).
Sul fronte opposto c'è Luigi Albore Mascia, 43 anni, che cerca per la seconda volta di riconquistare al centrodestra il Comune perduto dopo dieci anni di giunta Pace: eletto consigliere comunale per la prima volta nel 1998, è stato assessore 2000 al 2003. Nell'aprile del 2008 ha fronteggiato l'uscente Luciano D'Alfonso ed è stato sconfitto con una percentuale del 26,4% rispetto al 50,3% dell'avversario, vincente al primo turno per poche centinaia di voti. A differenza dell'anno scorso, quando aveva sulla scheda solo due simboli, Albore Mascia può contare sull'appoggio di dieci liste: Pdl, Alleanza e forza, Lista Teodoro, Udc, Pescara Futura-Rialzati Abruzzo, Mpa, Lega nord Abruzzo, Eco, Sfl, Partito liberalsocialista.
Corsa solitaria invece per Maurizio Acerbo, 43 anni, leader di Rifondazione comunista e politico di lunga militanza, essendo stato eletto per la prima volta, giovanissimo, 24 anni fa, al consiglio di quartiere di Zanni. È stato segretario regionale del partito, parlamentare, ed è consigliere regionale. Saltato l'accordo con il PdCi, con cui Rifondazione corre invece alle Europee, è stato indicato come il candidato ideale per esprimere le posizioni del partito su legalità e trasparenza.
Per sostenere la sua campagna elettorale, lo scorso anno arrivò anche Beppe Grillo, il comico-guru che ha creato un fortissimo movimento d'opinione: Stefano Murgo, 36 anni, spedizioniere doganale, ci riprova, forte delle 1626 preferenze del 2008, con la lista Pescara cinque stelle. Aveva già tentato la candidatura a sindaco, nel 2003, con il Nuovo Psi, anche Giorgio D'Amico: «socialista da sempre per idee e cultura», ha militato a lungo nel Psi, poi in An e nel Ccd. Dopo una breve esperienza da assessore con D'Alfonso, si era dimesso nel 2006. Ora si ripresenta agli elettori con la lista «La farfalla». Lascia invece il centrosinistra per posizionarsi saldamente al centro con la lista «Pescara nuova» Ugo Zuccarini, consigliere uscente del Pd: 55 anni, medico di base, ha militato in tutte le formazioni nate dalla Democrazia cristiana, fino alla decisione, poche settimane fa, di separarsi da quella esperienza: «Nel Pd ho avuto una esperienza breve e traumatica: mi sono sempre sentito un indipendente cattolico, l'aggregazione era su D'Alfonso, non sulle liste».