PESCARA. E' una sfida a cinque alla Provincia di Pescara. Tanti sono i candidati alla presidenza per le prossime elezioni del 6 e 7 giugno. Ai nomi già noti di Antonella Allegrino, di Guerino Testa, sostenuti, rispettivamente, dalle coalizioni di centrosinistra e di centrodestra e di Sandro Di Minco, che si presenta con Rifondazione comunista, ieri si sono aggiunti, a sorpresa, anche due candidati appoggiati da due liste di estrema destra. Si tratta di Giovanni Ciasullo, sostenuto dalla Destra e di Marco Aurelio Getulio Forconi, indicato da Forza nuova, il movimento che fa capo a livello nazionale a Roberto Fiore.
Nella competizione elettorale di cinque anni fa si erano presentati in otto. Ma ad avere la meglio era stato il presidente uscente, Giuseppe De Dominicis, che era riuscito a vincere al primo turno, con il 53,9 per cento dei voti, battendo il candidato del centrodestra, Vincenzo Ferrante.
Ora la sfida appare più incerta, rispetto al 2004. Il centrosinistra punta su una manager per rivincere le elezioni provinciali. Antonella Allegrino è sostenuta da quattro liste: Pd, Italia dei valori, Patto riformista, costituito da esponenti socialisti e la Sinistra, che comprende Verdi, Comunisti italiani e Sinistra democratica. Non ha però l'appoggio di Rifondazione comunista che ha preferito correre da sola con un suo candidato presidente, Sandro Di Minco.
Il centrodestra, invece, ha deciso di schierare il consigliere comunale uscente, Guerino Testa, che ha ben otto liste al suo seguito: Pdl, Pescara futura-Rialzati Abruzzo, Lega nord Abruzzo, Movimento per le autonomie, Liberalsocialisti, Sfl-Innovazione in Provincia, Udc e Provincia protagonista.
Testa è un politico che può contare su una discreta esperienza in campo amministrativo. E' stato consigliere comunale per ben due consiliature, ricoprendo anche l'incarico di presidente della commissione vigilanza. La Allegrino, figlia dell'ex sindaco Domenico Allegrino, fa invece il suo debutto ufficiale in politica. Era stata candidata come sindaco, nel 2003, ma per un solo giorno. Poi, il centrosinistra ha fatto dietrofront e ha preferito Luciano D'Alfonso, che nel frattempo aveva dato la sua disponibilità a correre come primo cittadino.
La Allegrino, in compenso, è conosciuta non solo come manager di una nota azienda di distributori automatici, la Sogeda, ma anche per la sua attività di volontariato. E' la fondatrice di un'associazione che dà assistenza alle persone bisognose. La sua candidatura è riuscita a mettere miracolosamente d'accordo forze eterogenee del centrosinistra e personaggi del calibro di Carlo Costantini, consigliere regionale dell'Italia dei valori. Ha dato il suo assenso anche l'ex assessore regionale, Donato Di Matteo, che il Pd avrebbe voluto candidare alla presidenza della Provincia. Ma l'ex assessore è stato sacrificato ancora una volta per consentire al Pd di stringere un'alleanza con l'Italia dei valori, altrimenti impossibile da realizzare. A Di Matteo, che vanta un ricco serbatoio di voti in alcuni paesi della provincia, è stata promessa la vice presidenza, in caso di vittoria della Allegrino. La sua campagna elettorale in favore della candidata presidente, quindi, potrebbe risultare determinante per il successo dell'imprenditrice.