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Pescara, 26/04/2026
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Data: 10/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le elezioni (CHIETI) - La corsa alla presidenza ha dieci candidati. La sfida tra Coletti e Di Giuseppantonio alimenta la frammentazione delle liste

L'Udc annuncia ricorso contro il cartello della «Dc» di Silano

CHIETI. Il proliferare dei cartelli politici innesca la prima polemica di una campagna elettorale che si profila infuocata. Nessuno poteva prevedere che i cinque, al massimo sei aspiranti presidenti previsti alla vigila della presentazione delle liste per il rinnovo della Provincia potessero crescere fino a toccare la ragguardevole soglia dei dieci pretendenti.
Eppure è stato così, anche se nella guerra dei ricorsi qualcuno rischia di rimanere fuori dalla sfida delle urne di giugno. Una situazione che sorprende la gran parte dei protagonisti della vita politico-amministrativa teatina, ieri sopraggiunti alla spicciolata nella sede del tribunale di Chieti per presentare le liste all'ora convenuta. Al di là degli schieramenti classici, centrodestra e centrosinistra, si poteva infatti prevedere una qualche presenza dei moderati. La realtà però è andata ben oltre la più sfrenata fantasia. Ma veniamo al punto. In campo c'è il presidente uscente Tommaso Coletti, che si ripropone con l'appoggio di quattro liste: Pd, Di Pietro Italia dei valori, Sinistra e libertà (che raccoglie le compomenti della galassia di centrosinistra ancora collegate a un progetto di governo) e i Democratici per l'Abruzzo. Coletti paga la fuorisciuta di Rifondazione, che questa volta correrà da sola dopo gli anni passati tra i banchi della giunta di centrosinistra. Rifondazione infatti si presenta con un proprio cartello che punta sul nome del senatore Angelo Orlando. Ma nell'arcipelago della sinistra spunta un'altra sorpresa, ed è quella del partito comunista dei lavoratori rappresentato da Ottaviano Scipione, 48 anni, nato a Johannesburg (Sud Africa).
Sul campo del centrodestra, la candidatura alla presidenza di Enrico Di Giuseppantonio raccoglie le adesioni di ben sette liste: Pdl, Lega nord Abruzzo, il Movimentoper l'autonomia (Mpa), Udc, la «Costituente di centro» per Di Giuseppantonio presidente, Alleanza per Di Giuseppantonio e Theatina per la libertà. Anche il centrodestra paga pegno a una concorrenza che si apre a destra e al centro. Intanto, è da registrare la candidatura della ortonese Annarita Guarracino in lizza con la Destra. Non basta, correrà sotto il simbolo della Destra nazionale Msi, Salvatore Marino, divenuto popolare negli anni passati per le sue comparsate con Nicolino Cucullo sulle tv locali cavalcando lo slogan «maschio cento per cento». C'è poi «Il bene comune» di Angelo Di Prospero e un ritorno sotto il simbolo di Forza Nuova di Lucio Zappacosta, ex senatore eletto con An nella penultima legislatura. Ma la vera sorpresa è il cartello «Libertas Democrazia cristiana» che candida Davide Silano, 48 anni, teatino, sul quale si sono subito fiondata l'Udc. «Faremo ricorso alla commissione elettorale centrale», annuncia il segretario regionale Antonio Menna, «perché il contrassegno della Dc è illegittimo e confondibile con quello della Udc. Alla luce di diverse sentenze della Cassazione, del Tar Lazio e del tribunale di Roma, tutte contrarie alla riedizione di quel simbolo, non potevamo certo aspettarci che qualcuno lo ritirasse fuori. Noi ci opporremo».

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