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Data: 11/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - «Il decreto deve favorire la ripresa» Cgil, Cisl e Uil: misure urgenti prima della conversione in legge. «Mancano zona franca e pacchetto fiscalità Vantaggi ai residenti»

L'AQUILA. Chiedono modifiche, chiarimenti e aggiunte al decreto del governo. Perché bisogna rivedere i tempi degli interventi, l'ammontare dei fondi stanziati e le modalità di erogazione delle somme. Per Cgil, Cisl e Uil si riparte da qui se si vogliono considerare gli aspetti della ripresa socio-economica del dopo terremoto. E le proposte di modifiche, chiarimenti e aggiunte vanno concretizzate con la conversione del decreto legge 39/09. «I tempi previsti per la ricostruzione siano conciliati con la ripresa tempestiva delle attività economiche e sociali delle aree colpite dal sisma», sottolineano i sindacati confederali in un documento congiunto. «Le risorse finora stanziate sono sottodimensionate rispetto alle esigenze della ricostruzione», continua la nota della triplice sindacale.
Secondo Cgil, Cisl e Uil «restano incertezze sulla immediata spendibilità delle somme. Uno sforzo straordinario va fatto nella direzione del vivere quotidiano, garantendo alla popolazione sfollata abitazioni diverse dalle tendopoli, anche in considerazione delle caratteristiche climatiche della zona. Bisogna rispettare, inoltre, l'identità culturale e architettonica di quelle aree: in questo contesto occorre vincolare l'erogazione dei fondi all'obbligo di ricostruzione e ripristino di quanto è andato distrutto».
Sono in tutto 25 le proposte migliorative al decreto. Il documento invita il governo a riflettere su possibilità d'investimento, concentrazione della spesa, aumento dei fondi, allentamento dei vincoli, ripresa dell'occupazione, patto di stabilità, risorse per la ricostruzione e infrastrutture. Tra gli altri aspetti c'è anche la necessità di prevedere l'obbligo da parte dello Stato e degli enti pubblici di mantenere nel capoluogo regionale funzioni e direzioni esistenti prima del sisma, garantendo la ricostruzione degli edifici e il ripristino delle strutture nel minor tempo possibile. Nel frattempo va assicurato l'allestimento di sedi provvisorie ma sempre all'Aquila.
«L'aggiunta più importante», spiega Roberto Campo, segretario regionale Uil, «è quella sulla zona franca e sul pacchetto della fiscalità. L'obiettivo è solo quello di creave vantaggi fiscali alle imprese, ma anche alle famiglie, ai lavoratori e ai cittadini in genere: questo nel decreto non c'è. Il ministro dell'Economia Tremonti ha detto che ne parlerà all'Unione europea e ciò ci fa pensare in una soluzione positiva. Chiediamo poi», prosegue Campo, «che venga enucleato un pacchetto sull'università perché L'Aquila senza ateneo non sarebbe più la stessa. In questo contesto la città deve offrire case sicure agli studenti, applicando una politica dei prezzi calmierata e monitorata. Questo aspetto sarebbe un ingrediente importante per il rilancio dell'università. Non vorremmo», conclude il segretario Uil, «che l'attenzione sul terremoto facesse passare in secondo piano i fondi per lo sviluppo: ecco, nelle risorse per il sisma non vanno inclusi i fondi che ci toccano per lo sviluppo. Le risorse del sisma devono essere solo aggiuntive».

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