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Data: 11/05/2009
Testata giornalistica: Rassegna.it
Sindacati, nei territori prevale l'unità. «Abbiamo tenuto senza problemi sia le assemblee che la consultazione sull'accordo separato».

I lavoratori di certo non vogliono vedere divise le proprie Rsu o i propri rappresentanti"

Alla ricerca dell'unità possibile. Dove le analisi e le soluzioni comuni prevalgono sulle divisioni a livello nazionale. Cgil, Cisl e Uil, quando affrontano sul proprio territorio crisi industriali, piani di sviluppo, riforme strutturali, si ritrovano spesso fianco a fianco. Succede nel Nord (lo abbiamo visto nel servizio della scorsa settimana), succede anche nel Centro e nel Mezzogiorno. Riprendiamo così la nostra inchiesta sull'Italia che fa gli accordi, facendo una prima tappa in Umbria, una regione che ha sempre visto una sostanziale unità d'intenti tra le confederazioni."Nel 2002 abbiamo sottoscritto un patto di concertazione con Cisl e Uil, un modello di rapporti tra noi che ci ha messo al riparo delle tensioni nazionali. Questo patto regge ancora, le vicende che stanno segnando la rottura qui sono molto attenuate", spiega il segretario generale regionale Cgil Manlio Mariotti: "Siamo anche riusciti a tenere in tranquillità sia le assemblee, sia la consultazione sull'accordo separato, Cisl e Uil non hanno creato ostacoli. Questo spiega il successo del voto, che ha coinvolto il 90 per cento dei lavoratori che due anni fa si espressero per il protocollo sul welfare". Solo negli ultimi giorni i rapporti hanno subito qualche scossone: "Nella fase finale della consultazione, quando anche tra gli iscritti Cisl è emerso malumore verso l'accordo separato, il clima tra le segreterie è un po' cambiato. Qualche polemica è uscita fuori tra le categorie dei meccanici o nell'area di Foligno e Spoleto, ma sono episodi estemporanei".

Che i rapporti seguitino a essere buoni lo dimostrano le iniziative che Cgil, Cisl e Uil hanno messo in campo. E che seguono due direttrici: gli interventi strutturali e la reazione alla crisi economica. Riguardo alla prima, le confederazioni regionali sono alle prese con la riforma dei trasporti pubblici locali (che segue quelle già realizzate sulle comunità montane e sulle agenzie per lo sviluppo), un settore, riprende Mariotti,"frammentato e dispendioso, che necessita di una riorganizzazione industriale per reggere la competizione, includere nuovi pezzi di comunità oggi esclusi, superare campanilismi territoriali e rendite di posizione della classe politica, in vista della realizzazione di un'agenzia unica della mobilità". L'altro tema "caldo" è la crisi economica, che in Umbria sta colpendo sia il sistema dell'automotive, in particolare le numerose imprese di subfornitura (collocate nel Nord della regione), che risentono del rallentamento del mercato, sia le produzioni situate nella fascia appenninica (da Gualdo Tadino a Foligno), incentrate sui comparti del cemento e della ceramica o su grandi aziende (al limite della chiusura) come la Antonio Merloni. "A preoccuparci - osserva ancora Mariotti - è soprattutto quest'ultima situazione di crisi, perché lì si rischia la desertificazione. Con Cisl e Uil abbiamo attivato un confronto con la Regione e con il governo per un accordo di programma per la Merloni, mentre per l'intera area stiamo portando avanti una mobilitazione unitaria, puntando a un ragionamento comune su nuove possibilità di sviluppo".

Anche in Puglia i rapporti si mantengono sul medesimo livello di collaborazione che hanno sempre avuto. Il 6 marzo scorso, le confederazioni hanno siglato un accordo con la Regione sugli interventi in materia di politiche attive del lavoro, formazione e ammortizzatori sociali in deroga. "Abbiamo individuato - spiega Francesca Abbrescia, della segreteria regionale Cgil - un percorso per dare sostegno alle lavoratrici e ai lavoratori colpiti dalla crisi. Nei prossimi giorni definiremo quantità e criteri d'accesso per i beneficiari". L'accordo riguarda l'estensione degli ammortizzatori sociali a chi ne è escluso (precari, interinali, microimprese) e integrazioni al reddito per i lavoratori in contratto di solidarietà, mentre sul piano formativo sono previste iniziative per chi perde il posto di lavoro, per gli addetti over 50 e per i disoccupati di lunga durata. Ma non si tratta dell'unica iniziativa unitaria degli ultimi mesi. Cgil, Cisl e Uil hanno in corso un confronto con la Regione (che ha già prodotto diversi provvedimenti) su un robusto pacchetto anticrisi, con azioni in favore di famiglie numerose, donne disoccupate, asili nido e trasporti pubblici. "Stiamo anche ragionando - prosegue Abbrescia - a un piano straordinario per l'occupazione, che presenteremo a tutte le controparti, orientato a trasformare la crisi in nuove opportunità di lavoro e di sviluppo". Passando ai singoli territori, si ritrova l'affermarsi del medesimo spirito unitario. A Foggia, Filcams e Fisascat hanno firmato il 6 aprile il contratto integrativo della Lucente (appalto Alenia), strappando un premio di produttività di 800 euro. A Lecce il 16 marzo è stato sottoscritto (dopo una trattativa durata 15 mesi) il rinnovo del contratto provinciale dei 27.000 operai agricoli e florovivaisti, che prevede un aumento del 6,30 per cento. A Taranto, le tre organizzazioni sono impegnate nel coinvolgimento di controparti e istituzioni per fronteggiare la crisi dell'area industriale, che vede oggi 7.000 lavoratori in cassa integrazione. Anche in Puglia, insomma, l'accordo separato sembra per ora non aver provocato ripercussioni negative. "Su alcune questioni le opinioni sono diverse, ma la drammaticità della crisi sta spingendo tutti a superare le eventuali divisioni - afferma Abbrescia -. Nell'analisi della situazione attuale, nell'azione contrattuale concreta, le posizioni tra noi generalmente convergono. Anche perché i lavoratori di certo non vogliono vedere divise le proprie Rsu o i propri rappresentanti".

Maggiori difficoltà nei rapporti unitari, invece, si riscontrano in Sicilia. Più precisamente a Messina. "L'accordo separato e, prima ancora, i contratti del pubblico impiego e della scuola hanno guastato la collaborazione con Cisl e Uil, questo è innegabile. Per loro la crisi non si deve neanche nominare, tanto non si può far nulla, l'importante è non disturbare i diversi livelli di governo politico", spiega il segretario generale Cgil Lillo Oceano: "Sulle singole vertenze riusciamo a mantenere un approccio unitario, soprattutto in virtù della nostra grande buona volontà. È vero, però, che quando si va sulle cose concrete, quando si fanno le assemblee con i lavoratori in cassa integrazione, trovarsi d'accordo è più facile". Anche perché la situazione del territorio messinese si presenta molto grave. Tutti i settori tradizionali sono in difficoltà: la cantieristica e la nautica da diporto, con la Immsi- Rodriguez e la Palumbo che rischiano dichiudere; il distretto tessile dei Nebrodi, dove da febbraio a oggi hanno chiuso 4 aziende di medie dimensioni (per complessivi 190 posti di lavoro); i settori agricolo e florovivaistico, che denunciano una forte contrazione. Il 20 marzo scorso Cgil, Cisl e Uil hanno presentato al Tavolo anticrisi convocato dalla Provincia un documento centrato su riqualificazione e messa in opera di infrastrutture, agevolazioni nell'accesso al credito per le imprese e interventi sociali per le famiglie. "Se le aziende chiudono e se ne vanno, quando ci sarà la ripresa certamente non torneranno qui - riprende Oceano -. Su questo la sensibilità dei sindacati è comune, anche la mobilitazione dell'intera opinione pubblica è forte. Purtroppo però risultati ancora non se ne vedono". Le azioni unitarie quindi non mancano, malgrado questo costi fatica. Anche perché, appena si affrontano temi più strettamente politici, riemergono le divisioni. "Affermare che il governo ha dimenticato il Sud, o che dirotta i pochi fondi che ci sono su province politicamente più pesanti, lasciando Messina all'asciutto, è difficile - conclude Oceano -. Noi ci stiamo provando in ogni modo a dire la verità ai lavoratori, proprio per questo spesso siamo costretti a mobilitarci da soli o a subire una sorta di diritto di veto sulle nostre iniziative".

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