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Pescara, 26/04/2026
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Data: 12/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
Chiodi: «L'Interporto va alla grande». Avezzano. Ieri summit sull'efficienza della struttura e sul suo futuro dopo l'emergenza. Soddisfatto il governatore

E la Stati annuncia che ospiterà una sede permanente per la Protezione civile

AVEZZANO - Summit, ieri, all'Interporto di Avezzano. Lo hanno definito "sopralluogo per verificare gli assetti organizzativi" ma principalmente per cominciare a pensare al ruolo futuro che questa struttura potrà svolgere non appena superata l'emergemza. Erano presenti oltre al Presidente della Regione Gianni Chiodi, gli assessori Daniela Stati, Giandonato Morra e Angelo Di Paolo, il Prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli e il Provveditore alle opere pubbliche Giancarlo Santariga. Per il Dipartimento nazionale di Protezione civile Bernardo De Bernardinis, per la Croce Rossa il Commissario straordinario Francesco Rocca e la Presidente dell'Abruzzo Maria Teresa Letta, avezzanese. Attualmente l'Interporto sembra una città: qualche settimana fa dava un'altra impressione, quella di una cattedrale nel deserto. Il disastro dell'Aquila lo ha trasformato. Ora è una struttura moderna al servizio della gente. Come diceva il filosofo tedesco Hegel: la guerra a volte si rende utile al progreso dell'umanità. Questa volta la tragedia del sisma ha fatto sì che la politica si muovesse presto e bene e varasse un'opera già pronta alla quale mancava, da anni, sempre «qualche mese per aprire».
«Ho ricevuto impressioni molto positive - ha detto Chiodi- Si tratta di una struttura che ha reso possibile organizzare al meglio lo stoccaggio di tutto il materiale della Protezione civile che sta svolgendo un ottimo compito di organizzazione per i beni necessari alle popolazioni colpite dal terremoto. Impressione molto positiva anche per la tempestività dei soccorsi e del lavoro che, in questi giorni, si sta facendo per arrivare ad un decreto che ponga le prime basi per un serio percorso di ricostruzione».
Ma come nasce e dove sta l'Interoprto? Ideato ed iniziato vent'anni fa è situato all'ingresso dell'A24 per L'Aquila. Chi da Roma va a Pescara ci passa praticamente sopra. I binari della ferrovia ci passano in mezzo. Occupa lo stesso spazio di un intero quartiere di Avezzano ed una ditta di Roma che pare abbastanza seria lo sta completando. Lo avrebbe consegnato, chiavi in mano, tra un mese. Poi ci fu il sisma e allora Protezione civile e Croce Rossa hanno pensato bene di aprirlo superando la cosiddetta burocrazia. «Stiamo lavorando bene - ha aggiunto Chiodi - senza distinzioni politiche, perchè non ce lo possiamo permettere nei confronti degli aquilani. Ce lo devono consentire anche a livello nazionale. Alcuni atteggiamenti di leader nazionali non mi piacciono per niente e rispondono ad una logica che, certamente, non è utile in questo momento per gli abruzzesi».
Il Presidente Chiodi ha reiterato il suo ottimismo con la seguente dichiarazione: «Abbiamo avuto l'incarico di portare avanti la Regione giovernandola onestamente. Ora dobbiamo affrontare un test straordinario che diventa una missione. Sapremo lavorare al meglio. Non significa che non ci saranno sofferenze: siamo capitati nel bel mezzo di una catastrofe naturale e la dobbiamo risolvere con il tempo e soffrendo. Ma gli abruzzesi sono abituati a soffrire e sono abituati a fare. Quindi, soffrendo, faremo e stopperemo queste sofferenze. Ci vorrà tempo ma tutto questo si verificherà».
Alcune considerazioni: l'assessore Morra non si è pronunciato, per ora sulla sorte della ferrovia Pescara-Roma che attraversa l'Interporto nel bel mezzo. Eppure è lui l'assessore responsabile. Da sottolineare l'osservazione della Stati: «Qui una sezione della protezione civile dovrà starci sempre». Semnbra un'osservazione sensata. Stiamo parlando di un megaimpianto situato dentro una zona sismica. Ferrovia, Centro smistamento merci, Protezione civile si tratta di locuzioni che debbono essere usate in un discorso organico completo. Ora occorre che qualcuno, questo discorso, lo pronunci con saggezza sia per ricostruire sia, facendolo, per creare anche opportunità lavorative. Come ha detto ieri qualcuno del Sindacato: «Abbiamo pianto i morti, nel loro nome, ora dobbiamo pensare al futuro».

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