Senato, oggi in commissione parte la discussione sul provvedimento e sui 630 emendamenti presentati
L'AQUILA. Parte in Commissione Ambiente del Senato l'esame del Decreto Abruzzo. In mattinata è prevista la replica del governo agli interventi dei gruppi parlamentari. Nel pomeriggio inizierà la votazione sugli articoli e sui 630 emendamenti presentati da maggioranza e opposizione, mentre non sono ancora arrivati i tre emendamenti approvati dal Consiglio dei ministri. Secondo il regolamento, il governo potrà presentarli anche durante la discussione. Gli emendamenti del governo prevedono il superamento del tetto dei 150mila euro per la ricostruzione della prima casa; maggiori poteri al sindaco dell'Aquila e chiarimenti sul ruolo di Fintecna nella gestione dei mutui.
Intanto fa discutere la proposta del sindaco dell'Aquila Massimo Cialente di introdurre una «tassa di scopo» per finanziare la ricostruzione, viste le incertezze sulla copertura finanziaria delle misure previste dal decreto. Cialente ipotizza un meccanismo simile a quello della tassa per l'Europa che prevedeva la restituzione del balzello agli italiani.
Il senatore del Pd Giovanni Legnini non nega che la proposta di Cialente sia realistica («Fino a oggi tutti gli eventi di questo tipo hanno richiesto l'utilizzo della leva fiscale»), ma aspetta che sia il governo a pronunciarsi («altrimenti Berlusconi tornerebbe a dire che siamo il partito delle tasse»). «È al governo che tocca l'onere della prova sulla copertura finanziaria del decreto», spiega Legnini. «In commissione ho sostenuto un match con Tremonti proprio sul punto della copertura finanziaria e lui si è diffuso molto nel rispondermi. Che gli 8 miliardi annunciati dal governo abbiano una copertura molto carente è fuori discussione. Chi lo dice non siamo noi, sono i tecnici del servizio Bilancio del Senato. Ma in questa fase a me non interessa sapere se la cifra necessaria per la ricostruzione sia di 9, 7 o 6 miliardi, perché la cifra che necessiterà per la ricostruzione sarà superiore di molto». Tra i 20 e i 30 miliardi, sostiene Legnini, «visto che in termini di paragone, fonti del governo dicono che i danni del terremoto in Umbria sono stati un quarto rispetto a quelli abruzzesi. Fino a oggi lì sono stati spesi 7 miliardi euro, basta fare calcoli per rendersi conto di quanto occorrerà in Abruzzo».
A questo punto «la copertura finanziaria possiamo farla anche a rate pluriennali», spiega Legnini riferendosi alla spalmatura del finanziamento fino al 2030 prevista dal decreto, «ma i diritti degli abruzzesi non possono essere concessi a rate».
Passando alla maggioranza, il deputato del Pdl Marcello De Angelis è certo che non ci saranno nuove tasse: «Berlusconi e Tremonti lo hanno già detto, e poi mettere le mani nelle tasche degli italiani è contrario alla filosofia economica del governo. Sia il presidente, sia Tremonti hanno detto che le risorse ci sono e che comunque possono essere trovate. Considerando anche la solidarietà totale e indubbia che è arrivata da tutti i cittadini, ora parlare di nuove tasse sarebbe un messaggio difficile da far digerire agli italiani».
Per De Angelis si tratta di lavorare per migliorare il decreto. «Già per quanto riguarda le risorse per le case ci sono state modifiche radicali, dovute al fatto che Chiodi, lo stesso Cialente e altri, hanno sottolineato al presidente e al governo che quanto previsto non era abbastanza. Adesso si tratta di lavorare tutti insieme, anche con i parlamentari dell'opposizione, per migliorare ancora il testo».
Che il testo del governo non soddisfi del tutto lo dimostra il fatto che dalla stessa maggioranza è arrivato un terzo dei 630 emendamenti.
Il pacchetto di modifiche tocca tutti i capitoli del decreto legge: da maggiori aiuti per la ricostruzione delle case a più sconti sulle tasse universitarie, passando per l'introduzione della zona franca urbana e un ruolo più incisivo per gli enti locali. C'e chi propone tariffe agevolare per le bollette del gas, chi punta a ammorbidire ulteriormente i paletti fissati dal Patto di stabilità (consentendo una deroga per tre anni). Poi ci sono proposte tagliate su misura: un senatore chiede ad esempio che gli impianti sciistici rientrino fra le strutture che possono usufruire degli aiuti per la ricostruzione. Sul fronte delle abitazioni private, qualcuno immagina di poter consentire interventi di ristrutturazione che al contempo consentano di allargarsi, almeno un pò, rispetto ai metri quadrati occupati prima del terremoto: «Gli interventi di ricostruzione degli immobili sono realizzati nel rispetto della vigente normativa antisismica - si legge in un emendamento a firma di Giorgio Bornacin e Andrea Fluttero (Pdl) - anche con l'accorpamento volumetrico tra più immobili nonché con l'aumento della cubatura nella misura massima del 20%». Per quanto riguarda la copertura finanziaria, il governo ieri ha diffuso una stima delle entrate dal settore giochi: un miliardo e mezzo di euro in tre anni. Il riferimento è al triennio 2009-2011, con la somma complessiva equamente divisa nei tre anni. La maggior parte delle risorse dovrà provenire dalle new slot.