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Data: 12/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Verso le elezioni (CHIETI) - Il candidato del Pdl apre la campagna elettorale. Di Giuseppantonio: torniamo tra la gente

Prima uscita al Supercinema davanti agli stati maggiori del centrodestra

CHIETI. «Dobbiamo tornare a fare politica in mezzo alla gente, ad ascoltare le persone. E ai nostri candidati dico: siate antenne delle esigenze dei cittadini». Sono gli slogan lanciati dal palco del Supercinema agli stati maggiori del centrodestra teatino e provinciale, davanti a una sala gremita di simpatizzanti e sostenitori. Così Enrico Di Giuseppantonio inaugura la campagna elettorale per la corsa alla presidenza della Provincia. Il tema del ritorno a fare politica tra la gente è stato quello più utilizzato dal sindaco di Fossacesia.
«Per dare forza e concretezza», ha detto, «alla azione di governo e mettere al centro i bisogni autentici della collettività». Accanto a Di Giuseppantonio, al tavolo politico, erano seduti il segretario provinciale Pdl di Chieti, Mauro Febbo, Massimo Pichiecchio (Lega Nord), il vice presidente Mpa, Giorgio De Matteis, il capogruppo Udc alla Regione, Antonio Menna, il parlamentare del Pdl, Daniele Toto, e il senatore Fabrizio Di Stefano, vice coordinatore regionale Pdl. Al candidato presidente sono arrivati messaggi di stima e incoraggiamento da Filippo Piccone, coordinatore regionale Pdl, dal presidente della Regione, Gianni Chiodi, da Antonio De Poli e Rodolfo De Laurentiis. Il concetto centrale degli interventi è stato «il ritorno a una grande coalizione unita in nome dei valori comuni e di un progetto di buon governo, che fa della Provincia di Chieti un laboratorio al cui risultato potrà guardare tutta Italia come l'avvio di un rapporto nuovo tra centrodestra e Udc».
«Di nuovo una grande Provincia», un altro degli slogan scelti dal candidato presidente. «Perché» spiega «la Provincia di Chieti era il motore del nostro Abruzzo, il cuore pulsante dell'economia, l'astro nascente del turismo. Un'epoca di benessere e di sviluppo drammaticamente declinata. Di fronte alla recessione internazionale, l'attuale amministrazione provinciale si è contraddistinta per l'immobilismo. Ho nel cuore» ha continuato Di Giuseppantonio «il dramma dei precari nati dalla fabbrica delle illusioni. Persone appese a un filo destinato a spezzarsi: il presidente Coletti va via e nel bilancio non sono previsti i soldi per pagare gli stipendi alle persone cui ha promesso un futuro».
«Ma dalle ceneri si può risorgere» è la spedi Di Giuseppantonio. «La Provincia dovrà riprendere il suo ruolo di coordinamento e diventare un baluardo delle esigenze dei cittadini. Niente più clientele: riformeremo l'ente dall'interno. Le parole chiave saranno trasparenza e merito. Daremo subito segnali di concretezza: lavoreremo per restituire a tutti strade degne di questo nome; per fare manutenzione e nuovi investimenti per le scuole; e ci impegneremo sul turismo, che può creare valore aggiunto per il territorio. La Provincia di Chieti ha tutte le potenzialità per diventare la Catalogna d'Italia».
Il progetto è quello del «presidente-sindaco» con un programma «chiaro per una Provincia moderna, efficiente e sicura».

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