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Pescara, 26/04/2026
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Data: 12/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
Centro turistico, è cassa integrazione. L'ex municipalizzata Gran Sasso ha 7 milioni di debiti, l'accordo è stato firmato da Cgil, Cisl e Uil. Sono 43 i dipendenti ancora in attesa di stipendi arretrati

L'AQUILA. Tra le ex-municipalizzate è sicuramente quella con la situazione economica più difficile: prima del terremoto, che ha fatto chiudere in anticipo una stagione invernale ancora aperta, i 43 dipendenti, tra impiegati e operai, già vantavano alcune mensilità arretrate. Per questo, anche il personale del Centro Turistico del Gran Sasso, ora potrà usufruire della cassa integrazione, con decorso dallo scorso 6 aprile fino al prossimo 30 giugno.
L'accordo sul ricorso all'ammortizzatore sociale, per blocco dell'attività in seguito al sisma, è stato firmato da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I dipendenti del Centro Turistico del Gran Sasso fino a giugno godranno della cassa integrazione, che potrà essere eventualmente integrata dall'azienda, con modalità che verranno valutate nel corso di un prossimo incontro, da convocare entro la fine di maggio. «Si spera di riuscire a dare un ulteriore contributo ai lavoratori», spiega il segretario provinciale dell'Ugl, Piero Peretti, «per arrivare a coprire l'intera busta paga. Tra l'altro, ci sono anche degli arretrati da recuperare».
La situazione del Ctgs è molto grave: il debito accumulato nel tempo è arrivato a circa 7 milioni di euro e la necessaria revisione della funivia di Fonte Cerreto costerà 3,5 milioni di euro. Prima del terremoto il Comune stava preparando il piano per la privatizzazione dell'ente, molto atteso e sollecitato anche da tutti gli operatori economici che ruotano intorno alla stazione sciistica aquilana. Il bilancio consuntivo del 2008 doveva essere approvato dal consiglio comunale il 30 aprile. Nel frattempo, il Cda dell'ente si era dimesso alla fine di marzo. Dunque, una vicenda complessa, aggravata dagli eventi, che va affrontata radicalmente, con la vendita ai privati dell'ex-muncipalizzata: la cassa integrazione per il personale rappresenta solo una soluzione transitoria. Nei prossimi giorni i sindacati si apprestano a firmare altri accordi di Cig. Ma intanto viene lanciato un allarme. «Il Governo ha stanziato per ora 30 milioni di euro fino al mese di luglio», conclude Peretti dell'Ugl, «per affrontare l'emergenza venutasi a creare dopo il 6 aprile nel settore impreditoriale e industriale. Ma è chiaro che solo le aziende che ne hanno pienamente diritto potranno usufuire della cassa integrazione per calamità naturale. I sindacati, prima di firmare gli accordi, devono valutare caso per caso. Non si può pensare ad una sorta di "salvadanaio" del terremoto, al quale attingere indiscriminatamente".
Ieri, nella sede della direzione regionale di Confesercenti, a Pescara, è stato firmato il primo accordo per la cassa integrazione guadagni ordinaria in deroga (Cigo) per i dipendenti di un'importante impresa commerciale aquilana fortemente danneggiata dal terremoto. L'impresa - uno dei marchi storici della distribuzione commerciale all'Aquila, con tre punti vendita in centro - è stata assistita dal direttore dell'area lavoro di Confesercenti, Sonia Di Naccio, mentre per rappresentare i 12 lavoratori sono intervenuti i segretari regionali dei sindacati Filcams-Cgil, Antonio Terenzi, e Uiltucs-Uil, Nicola Cieri.

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