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Data: 14/05/2009
Testata giornalistica: TrambusNews Roma
E' il momento di farsi sentire. Una voce isolata è inutile di Maurizio Sgroi

La cifra è bella tonda e di sicuro buca lo schermo: un miliardo di euro in dieci anni per il rilancio del tpl. L'io narrante è quello di Elio Catania, boss della milanese Atm con alle spalle un passato in Ferrovie, che ha invitato ad "alzare il tono del dialogo perché le istituzioni devono iniziare a vedere il nostro settore come un luogo di investimenti e non soltanto come un costo". "Questo è un settore - ha aggiunto - che può diventare strategico per il Paese, ma serve un miliardo di euro d'investimento per i prossimi dieci anni". Il futuro del Paese, dunque, si gioca sul settore dei trasporti. Trasporti a cui, afferma Catania "non stanno andando gli incentivi che, per il rilancio dell'economia, sono concentrati su banche, casa, moda e piccole imprese". Abbiamo riportato la lunga dichiarazione di Catania perché la dice lunga su uno stato di cose sul quale almanacchiamo settimanalmente ormai da un mucchio di anni. Non siamo i soli, quindi. E siamo anche sicuri che il composito (e taciturno) mondo delle imprese di trasporto locale condivide spirito e lettera delle affermazioni di Catania, e non semplicemente per convenienza pro domo propria. Chiunque si occupi di trasporto pubblico sa che ormai la situazione è insostenibile. E anche chi non se ne occupa dovrebbe essere arrivato alle stesse conclusioni, visto il livello, anch'esso insostenibile, raggiunto dal traffico privato. Cosa serve allora per fare arrivare queste voci, esili ma decise, fino alle orecchie di chi governa? Soltanto un po' più di coraggio. Raggiungere un dimensionamento efficace è il primo passo. Quindi organizzare le lobby. Così va il mondo nel 2009.

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