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Pescara, 26/04/2026
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Data: 13/05/2009
Testata giornalistica: Il Messaggero
TERREMOTO IN ABRUZZO - Il rettore contro tutti: tante promesse, pochi fatti. Di Orio pronto a dimettersi se l'Università non dovesse restare all'Aquila. Presto la firma per il campus

L'AQUILA - Si toglie, in un colpo solo, tutti i sassolini che, dal 6 aprile, ha nelle scarpe. E dovevano dargli molto fastidio, se è vero che, nell'occasione, non risparmia ironia («l'assessore regionale Gatti ha partecipato a un solo incontro..., è troppo giovane per comprendere...»); battute trincianti («la centralità universitaria è stata tanto riconosciuta nei fatti che non abbiamo trovato un posto»); ultimatum («aspetto risposte immediate, altrimenti...») e rivendicazioni («non c'è uno studente che abbia perso un esame o non abbia potuto discutere la tesi di laurea»). Il rettore dell'Università dell'Aquila, Ferdinando di Orio, in una precaria stanza di Scienze, affronta a viso aperto anche i lavoratori della Reiss Romoli, che lo hanno accusato di mettere a repentaglio il loro futuro con le richieste di utilizzo della scuola di formazione di Coppito, sottolineando di sentirsi «un po' offeso dal comunicato dei dipendenti per la mia storia personale di lavoratore». L'Università dalla A alla Z, o meglio: dal 6 aprile al 2011!, viene riassunta in una conferenza stampa, che vedono messi all'indice, di volta in volta, la mancanza di attenzione da parte della Regione per le residenze degli studenti; i ritardi nell'individuazione di strutture per l'Università; il "balletto" sulla disponibilità della Reiss Romoli; l'indisponibilità della scuola della Finanza; le proteste sulla delocalizzazione delle facoltà. Conclusione agrodolce: demolizione di palazzo Carli e palazzo Camponeschi, «ma saranno ricostruiti e noi torneremo nel centro storico». Bene, si comincia con la precisazione che «tutto è stato fatto per gli studenti, per il recupero delle loro carriere», sin dal 7 aprile... Poi la conferma: «L'Università è viva e vitale, con 27.000 studenti e 1.200 dipendenti». Fuori, il frastuono di segreterie che lavorano in uno spazio unico e inadeguato.
Inizia l'affondo: «Abbiamo chiesto a commissari e subcommissari la disponibilità, che non c'è stata, di strutture». Due le ipotesi prospettate subito da di Orio: scuola di Finanza e Reiss Romoli. «In entrambi i casi abbiamo riscontrato difficoltà. Alla Finanza non c'era posto e Bertolaso ha promesso spazi per dopo il G8. Per noi è impensabile aspettare il 10 luglio. Se la Regione si impegnerà, le strutture sono ottime: se ci dorme Obama, può andarci anche l'Università». Risposta di Chiodi, nel pomeriggio: «Il problema non è il G8, la scuola è una struttura militare e non può essere concesso il libero accesso». Stop. Seconda ipotesi, Reiss Romoli: «Insistiamo perché l'Università resti all'Aquila e qualsiasi altra scelta vedrebbe le mie dimissioni. La Reiss è un'ottima scelta e sono il primo a dire che vanno preservati rilancio del settore Ict e posti di lavoro, tanto da aver proposto uno spin - off universitario che consenta la costituzione di un'azienda specifica di formazione da creare con Telecom e altri. Non vogliamo bloccare le iniziative occupazionali serie e siamo pronti a una collaborazione, ma si individui quale parte va riservata all'Università. Aspetto risposte. La Regione può realizzare residenze per studenti nella parte alberghiera del campus». Risposta dell'assessore regionale Paolo Gatti, sempre nel pomeriggio: «Il Rettore prima ha tergiversato quando abbiamo proposto la Reiss Romoli (Daniela Stati, ndr), poi... Io sarò troppo giovane per comprenderlo, lui molto meno per ricordarlo...». Delocalizzazione delle facoltà: «L'Università tornerà all'Aquila, ma da tempo è in Valle Peligna e in Marsica perché il 70% degli studenti è della provincia aquilana. Sismicità dei territori interni? Cosa dovremmo fare, l'esodo dell'anno Mille verso il mare? Avezzano e Sulmona sono stati esclusi dalla zona sismica. Le caserme Pasquali e Rossi? Non sono agibili». Alzata di spalle e sorriso quando qualcuno gli ricorda che, vabbé, la Regione deve pensare alle residenze studentesche, ma prima del terremoto ne gestiva meno di duecento e, dal 16 aprile, in una lettera, il Rettore ne chiede invece 2.000 subito e 8.000 nel medio termine... Il futuro: «Domani daranno l'ok al campus di Cansatessa, nel 2011 sarà pronto; sbloccheremo la situazione dell'ex ospedale San Salvatore (la ditta non ha pagato i dipendenti), progettato dal nostro Antonello Salvatori con norme antisismiche; recuperemo il centro congressi di San Basilio; Ingegneria rimarrà a Roio; le facoltà umanistiche torneranno in centro; domani (oggi, per chi legge) firmeremo a Roma l'accordo di programma con Gelmini e Tremonti, che prevede, tra le altre cose, le modalità per sostenere gli oneri relativi alla contribuzione studentesca favorendo le iscrizioni ai corsi fino a 14 milioni, il pagamento degli eventuali canoni di affitto delle sedi e il consolidamento dei fondi di funzionamento ordinario per 68 milioni».


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