Alessandrini e Allegrino ricevono il testimone: «Ecco le nostre idee»
PESCARA. Il messaggio è quello della «continuità», senza complessi. La convention di ieri del centrosinistra, al teatro Sant'Andrea, ha questo significato. Non a caso il candidato sindaco Marco Alessandrini e alla presidenza della Provincia, Antonella Allegrino, si presentano sul palco con il presidente uscente Pino De Dominicis e il vice sindaco Camillo D'Angelo, che a sua volta rivendica «il lavoro straordinario» dell'Amministrazione D'Alfonso. Il sindaco «licenziato» dalle inchieste giudiziarie non c'è, ma un fans lo chiama al telefono per fargli ascoltare l'applauso della platea.
Hanno molto da dire i due amministratori prima di passare il testimone all'avvocato Marco Alessandrini e all'imprenditrice Antonella Allegrino. Per De Dominicis si tratta di ricostruire un percorso di quattordici anni che lo ha visto nelle stanze di Palazzo dei Marmi prima come vice presidente, poi al timone dell'ente per due legislature consecutive: «Forse non tutto quello che volevamo fare è stato realizzato, ma abbiamo portato a termine gran parte del nostro programma». De Dominicis rende merito agli amministratori dei 46 comuni della provincia e rivendica la «diversità» della propria parte politica: «I nostri paesi sono bene amministrati dal centrosinistra perché la nostra è una classe dirigente preparata». Poi la stoccata contro il vorticoso giro di cambi di maglia dell'ultima ora: «Se facessimo un gioco dell'oca in questi giorni sentiremmo giustificazioni di ogni tipo per comportamenti ingiustificabili».
Le cose fatte, con lo sguardo rivolto alla candidata: «Cara Antonella, troverai una Provincia più ricca. Abbiamo acquistato il Palazzo delle Poste a costo zero, perché con l'affitto di una parte dei locali alla Regione paghiamo il mutuo». E ancora la Stella Maris, il Conservatorio, il Tito Acerbo, la piscina del Volta. De Dominicis confessa anche un suo rammarico rivolgendosi sempre alla Allegrino: «Ti prego, dai massima attenzione all'Istituto alberghiero, noi non ce l'abbiamo fatta per mancanza di finanziamenti. Dal nostro ente riceverai in eredità anche 22 milioni di euro per la viabilità. Tu saprai costruire una nuova provincia».
Camillo D'Angelo ha un dubbio: «Da dove partire? Lo dico perché in sei anni è stato fatto qualcosa di incredibile da una Amministrazione partita con una squadra di principianti se si fa eccezione per qualche assessore di esperienza. La scommessa», ricorda ancora il vice sindaco, «era quella di «cambiare questa città e basta guardarsi intorno per rendersi conto di quello che è stato fatto in questa che io considero un'unica legislatura. Ricordo le prime giunte che iniziavano alle 7 di sera e finivano dopo la mezzanotte. Riunioni dove si immaginava la città, si facevano camminare le idee prima di approvare il provvedimenti». Nessuno fa il nome di Luciano D'Alfonso, ma è come se fosse lì. «Non solo strade e marciapiedi», incalza D'Angelo, «abbiamo recuperato tutti gli spazi culturali della città, le sale per il cinema e il teatro sono rinate con l'aiuto della Fondazione Pescarabruzzo». E ancora sul recupero dell'ex Aurum, i «trentasei piccoli parchi inaugurati che oggi garantiscono ai pescaresi il miglior rapporto d'Italia tra spazi verdi e cittadini, i cento chilometri di marciapiedi rifatti sui trecento complessivi, le scuole e gli asili messi tutti a norma. Siamo tra le città meglio amministrate d'Italia», continua D'Angelo, «con un bilancio dal segno più nonostante quel che si racconta in giro. Una città» conclude il vice sindaco con uno scatto d'orgoglio, che non poteva essere lasciata nelle mani di un commissario in questi sei mesi».
L'intervento di Marco Alessandrini è sulla stessa scia: «In questa città in pochi anni è accaduto qualcosa di straordinario per le cose fatte. L'ex sindaco di Pescara è stato un grande amministratore della cosa pubblica, basta partire da qualsiasi angolo della città per capirlo». Quanto alle città che verrà, il candidato sindaco del centrosinistra non ha dubbi: «La grande partita dei prossimi anni si gioca sulla riqualificazione della seconda area di risulta, quella dello scalo merci». L'idea, già percorsa da D'Alfonso, «è quella di un grande Campus universitario» dice ancora Alessandrini «pensando anche agli studenti dell'Aquila. Molti di loro, putroppo, non vogliono più tornare nel vecchio ateneo dopo il terremoto e la gran parte provengono dalla costa».
Antonella Allegrino si sofferma sulla sua idea di Provincia «voluta fortemente da D'Annunzio e che nei suoi 80 anni di vita ha acquisito una forte identità». Primo tema il lavoro: «La Provincia deve incentivare gli investimenti sul territorio attivando i distretti industriali, come quelli della chimica, oggi sofferente, e del tessile-abbigliamento. Deve ridare vita ai piccoli centri storici». Poi i bisogni, i servizi alle persone, ai più deboli, agli anziani, ai giovani: «Perché anche attivando questi servizi si creano posti di lavoro».