| |
|
| |
Pescara, 26/04/2026
Visitatore n. 753.465
|
|
|
|
|
|
|
13/05/2009
Il Centro
|
«Mediaset è ormai un comitato elettorale» Lo sfogo di Enrico Mentana, ex conduttore di Matrix, dopo la rottura |
|
ROMA. «Non mi sento più di casa in un gruppo che sembra un comitato elettorale, dove tutti ormai la pensano allo stesso modo e del resto sono stati messi al loro posto proprio per questo, mi aiuti a uscire presidente, lo farò in punta di piedi». Enrico Mentana racconta nel suo primo libro, «Passionaccia», il contenuto della lettera che inviò a Fedele Confalonieri la notte tra il 21 e il 22 aprile del 2008, il giorno dopo il trionfo elettorale di Silvio Berlusconi. Mentana, fondatore e direttore per anni del Tg5, è stato licenziato lo scorso febbraio dall'azienda, dopo le sue dimissioni dalla carica di direttore editoriale. Mentana le aveva presentate perché Canale 5 aveva deciso, nei giorni in cui l'intero paese discuteva del caso di Eluana Englaro, di preferire «Il Grande fratello», negando a «Matrix» uno spazio di approfondimento in prima serata. Enrico Mentana inoltre era sul banco degli imputati per essersi ostinato a invitare Di Pietro in trasmissione, malgrado l'esplicita richieste di ignorarlo applicata dal resto dell'azienda, secondo le indicazioni di Confalonieri. Ora si scopre che si è trattato di un addio rinviato a lungo. Tutto risale a una cena con il gotha dell'informazione del colosso di proprietà di Silvio Berlusconi. «E' stato un errore invitarmi, mi sono sentito davvero fuori posto, c'era tutta la prima linea dell'informazione ma non ho sentito parlare di giornalismo neanche un minuto», scrive Mentana al presidente di Mediaset. Il testo è pubblicato sul settimanale «Vanity fair». E proprio a Vanity Mentana ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti, togliendosi qualche sassolino dalle scarpe. Innanzitutto l'ex direttore del Tg5 annuncia di aver presentato una richiesta di reintegro al tribunale del Lavoro. «La sentenza dovrebbe arrivare nelle prossime settimane, dopodiché anche se dovessi vincere Mediaset potrebbe risolvere immediatamente il contratto ma voglio che siano loro a dire che mi mandano via». Quanto alla rottura, Mentana non è certo che sia stato Confalonieri a deciderla. «Evidentemente o lui o l'azienda hanno ritenuto che la misura fosse colma, si saranno chiesti è più importante stare tranquilli o tenerci Mentana?». L'ex conduttore di Matrix ricorda la successione degli eventi. «Mi sono dimesso da direttore editoriale, dopodiché mi hanno licenziato da conduttore di Matrix: mi ha sorpreso la determinazione a troncare senza dialettica e senza neppure il coraggio di dirmelo in faccia in un rapporto che durava da 17 anni». Il giornalista assicura che Berlusconi ha chiesto la sua testa parecchie volte. «A volte però si chiede la testa di qualcuno per non ottenerla, è un modo per marcare il territorio». Quanto al video, giura che gli manca. «Mi sentivo a rischio e quindi ero preparato a fermarmi, soprattutto dopo la vicenda Di Pietro». Fu Confalonieri a chiederle di non invitarlo? «Sì, del resto che tra Di Pietro e il pianeta Berlusconi ci sia della ruggine non è un mistero», conclude Mentana. «La ricostruzione della sua vicenda fa riflettere, soprattutto a ridosso delle imminenti nomine Rai» commenta Jacopo Venier del Pdci.
|
|
|
|
|