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Data: 14/05/2009
Testata giornalistica: Il Centro
TERREMOTO IN ABRUZZO - Rimborso totale, verso il sì. Il Pd: dubbi sui fondi. Berlusconi: li troveremo

Oggi il voto in commissione sulla casa. Il governo presenta 9 emendamenti al decreto

L'AQUILA. Sono nove gli emendamenti presentati dal governo al decreto sul terremoto all'esame da ieri alla Commissione Ambiente del Senato. Tra le modifiche proposte da Palazzo Chigi anche la norma che prevede la copertura del 100% per la ricostruzione o la riparazione della prima casa, come anticipato ieri dal Centro.
È la modifica più attesa e quella più richiesta dai cittadini (è nato anche un Comitato 100%) e da tutte le forze politiche. Cade quindi il tetto dei 150mila euro per la ricostruzione e quello delle 80mila per la riparazione dei danni indicato dalla relazione tecnica al testo. Questo tetto resta invece per chi ha mutui in corso sulla propria casa. In questo caso il proprietario può chiedere che il mutuo venga girato a Fintecna, la società controllata dal ministero dell'Economia. Sarà dunque lo stato a pagare il mutuo restante, per un importo massimo di 150.000 euro. In tal modo lo Stato attraverso Fintecna diventa proprietario dell'immobile e dell'area. Per chi cede la casa resta ferma, si legge nell'emendamento, «l'integrale spettanza del contributo diretto o del credito di imposta previsti». Il proprietario della casa ceduta potrà dunque ricostruire in altro luogo la propria abitazione.
Il governo ha introdotto un successivo emendamento che prevede che entro un anno i Comuni approvino i piani di recupero e riutilizzazione delle aree acquisite da Fintecna. Entro tre anni i Comuni possono riacquistare da Fintecna le aree cedute, se non sono state ancora edificate, per un prezzo pari a quello corrisposto più gli interessi.

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